Sicurezza
UNIONE INDUSTRIALE
Il tessile resta la locomotiva
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Francesca Fani dellUnione industriale 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il messaggio che l'Unione vuole inviare nell'occasione è la riaffermazione del ruolo del tessile e del manifatturiero nel distretto, appannati dalla crisi ma ancora ben vitali e, soprattutto, con un rilievo essenziale nel contesto economico locale. I flussi degli avviamenti dei rapporti di lavoro registrati dalla Provincia di Prati nel 2010 fissano al 35,3% gli avviamenti riconducibili direttamente al manifatturiero; di questi, quasi un quarto (24,1%) sono nel tessile. Una quota inferiore alla percentuale dei lavoratori del tessile già in essere sul totale del manifatturiero, che sfiorano la metà (48,8% secondo i dati Inps del 2009), ma comunque significativa. «Del resto il manifatturiero, inclusa l'edilizia, supera a Prato il 40% degli occupati - conclude Fani - contro il 28% della media italiana. La vocazione manifatturiera di Prato è un dato di fatto oggi come ieri, nonostante il forte ridimensionamento dovuto alla crisi e i processi di terziarizzazione, peraltro naturali ed opportuni, che hanno investito il distretto».
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