Il Tirreno

Prato

AI GIGLI

Il silenzio delle commesse e i sorrisi spazzati via davanti alla foto di Desiré

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 PRATO. Desirè ogni giorno indossava giacca e pantaloni scuri e andava ai Gigli. Era bellissima con i suoi occhi chiari meravigliosi. Lavorava in una delle gioiellerie del centro commerciale, la Stroili, da qualche tempo. Era brava a vendere i gioielli.  Ieri, intorno alle 13, ai Gigli era come se niente fosse accaduto. Le commesse, le sue colleghe, avevano sul volto il solito sorriso con i clienti. A uno sguardo attento però bastavano pochi minuti per capire che qualcosa non andava. Nei momenti di pausa si rivedevano i turni per coprire l'assenza della collega, con qualche attimo di insofferenza per il dispiacere e la stanchezza di dover fingere ciò che non si sente con i clienti.  Qui, ai Gigli, non c'era voglia di parlare. «No, non ce la sentiamo di dire niente», hanno commentato le commesse.  «Abbiamo saputo adesso, non ce la sentiamo», le uniche parole. Poi hanno guardato sull'ipad la foto della collega che non c'era più. E il sorriso si è sostituito a qualche lacrima. Asciugata, con pudore, con il dorso della mano.  Impossibile sapere se Desirè avesse raccontato a qualcuno della crisi del suo matrimonio. Ma anche lei, proprio come il marito, era riservata. Non amava parlare della sua vita. Della sua giovinezza in Sicilia dove aveva avuto ad appena 17 anni la figlia più grande. E poi del trasferimento in Toscana.  Con il compagno, poi diventato marito. I.R.

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di Redazione web