Il Tirreno

Prato

Gara del gas, altolà dei sindaci

Sopra Consiag e il sindaco Lorenzini
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Sopra Consiag e il sindaco Lorenzini

Da Vernio a Poggio sottoscrivono un documento di risposta a Bernocchi

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 PRATO. Gara del gas, i sindaci del territorio danno "altolà". E tutti insieme. Mauro Lorenzini di Montemurlo, Marco Martini di Poggio a Caiano, Doriano Cirri di Carmignano, Ilaria Bugetti di Cantagallo, Paolo Cecconi di Vernio e Annalisa Nocentini di Vaiano hanno sottoscritto un documento congiunto di risposta alle affermazioni dell'assessore alle politiche dell'energia di Prato Filippo Bernocchi. «Siamo d'accordo con Bernocchi che è necessario aprire un dibattito sul servizio di distribuzione gas in modo da coinvolgere cittadini e amministrazioni - scrivono - ma purtroppo l'atteggiamento dell'assessore è contraddittorio: è stato, infatti, il Comune di Prato a decidere di bandire la gara senza prima consultare gli altri Comuni soci di Consiag. Prato - sottolineano - pretenderebbe di agire come se Consiag fosse di sua proprietà esclusiva, mentre invece ne detiene solo una partecipazione insieme ad altri ventitrè Comuni, tredici dei quali gli hanno affidato il servizio di distribuzione gas». E ancora: «La riservatezza mostrata da Consiag davanti alla richiesta di fornire i dati sulla rete del gas che l'assessore impropriamente chiama "reticenza", è motivata, quindi, sia da ragioni tecniche, sia dalla considerazione che la società appartiene a tutti i Comuni partecipanti». Dunque per i sindaci del territorio la questione gara doveva essere esaminata in assemblea «con un confronto aperto e sereno». «Sorprende - aggiungono - che sia proprio il Comune di Prato a reclamare di poter avere voce in capitolo quando la promozione di Consiag dal 1974 in avanti è stata gestita o per iniziativa o con la partecipazione determinante e solidale del Comune di Prato». Una contraddizione, secondo i sindaci, in quanto la legge che mette a gara il servizio, favorisce l'aggregazione per assicurare una migliore qualità nella gestione del servizio. «Disgregare l'impianto esistente - affermano i sindaci - che serve Prato e i Comuni confinanti e che costituisce pertanto già un ambito territoriale naturale, significa dover eseguire numerosi lavori per frazionare l'impianto, con costi ingenti che ricadranno sui cittadini. E questo - continuano - costituisce l'esatto contrario dell'obiettivo di riduzione dei costi perseguito dalla legge». I sindaci ribattono anche sugli «introiti incassati da Consiag da ogni cittadino pratese direttamente in bolletta e pari circa al 7,4% del valore della rete e che non sono mai tornati nelle mani dell'azionista comune di Prato e quindi dei cittadini pratesi». Una delle considerazioni di Bernocchi. «Tutti i comuni soci di Consiag - spiegano nel documento - ricevono ogni anno gli utili del gruppo: i conti parlano chiaro. Nel 2009 gli utili sono stati quasi 4 milioni, destinati interamente ai Comuni soci e Prato ha ricevuto 1.502.276. Nel 2008 Consiag ha distribuito ai soci utili per 1.300.000 di cui 498.555 al Comune di Prato. Nel 2007 Consiag ha distribuito utili per 1.300.000 di cui 506.899 euro a Prato. Negli ultimi tre anni, quindi, il Comune di Prato ha ricevuto utili per 2.507.730». «La nostra posizione è chiara - affermano i sindaci - siamo per un confronto che salvaguardi, però, il ruolo e il peso di tutti i comuni sia della provincia che più in generale in Consiag. È vero che ognuno è libero di scegliere come meglio crede, ma poi si deve prendere le proprie responsabilità - concludono - Non si può essere soci di una società e lavorare per distruggerne il valore».

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