Sicurezza
Sopralluogo della commissione regionale
Prato-Signa incagliata Mattei e Bernocchi: «Opera strategica»
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Fabrizio Mattei 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Se ne parla da dieci anni. C'è il progetto esecutivo e niente di più. E' la bretella Prato-Signa, nove chilometri e mezzo di autostrada a pedaggio che avrebbe dovuto collegare la Firenze-Pisa-Livorno a Interporto e macrolotti industriali, dal costo esorbitante di 300 milioni di euro, che non riesce a decollare. A spingere affinchè «un progetto strategico per l'economia del distretto e di tutta l'area metropolitana» torni di nuovo in pista è la settima commissione regionale Mobilità e infrastrutture presieduta da Fabrizio Mattei che ieri mattina ha compiuto un soprallugo lungo quello che avrebbe dovuto essere il tracciato della bretella, assieme ad alcuni sindaci della Piana e all'assessore comunale di Prato Filippo Bernocchi. L'obiettivo politico, condiviso in maniera bipartisan, è quello di fare ripartire le procedure incagliate soprattutto per motivi di soldi: occorrono infatti 130 milioni - sui 300 complessivi - per avviare il project financing (capofila dei privati la Società autostrade, assieme alle Camera di commercio di Firenze e Prato, alcuni gruppi imprenditoriali e banche) invece dei 40 previsti e finanziati dalla Regione. «Forte, nonostante l'impegno, la nostra preoccupazione - è il giudizio dell'assessore Bernocchi - sull'effettiva volontà di realizzare un opera invece fondamentale per lo sviluppo anche economico dei territori». Le perplessità riguardano la proposta della Regione di inserire la realizzazione della bretella all'interno della riqualificazione complessiva della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. «Se così accadesse - continua Bernocchi - della bretella se ne riparlerà, se tutto andrà bene, tra altri dieci perché per rifare la superstrada occorreranno oltre un miliardo e mezzo di euro, fondi che difficilmente verranno reperiti».
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