Attenzione
Giorgi: «Occorre una svolta culturale»
◗
Ambra Giorgi e Guglielmo Epifani al tavolo del convegnoAnche l'ex segretario Cgil Epifani all'incontro al Museo del tessuto
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Si è alzato ieri al Museo del tessuto il sipario su "Il lavoro al centro", la manifestazione promossa dalla Provincia di Prato e organizzata dal Centro per l'impiego per dare una mano a chi cerca di ricollocarsi sul mercato, agevolando l'incontro tra la domanda e l'offerta. Prima di entrare nel vivo della manifestazione, si è voluto offrire un'occasione per riflettere sul lavoro organizzando un convegno. Sono intervenuti la vicepresidente della provincia Ambra Giorgi, Maria Grazia Tempesti (preside del Gramsci-Keynes), Anna Lisa Nocentini (assessore comunale all'Innovazione) Guglielmo Epifani (ex segretario della Cgil), il vescovo Gastone Simoni, Gianfranco Simoncini (assessore regionale a lavoro e formazione), Aldo Gioli (presidente del Centro per l'impiego) e altri. La discussione si è aperta con l'intervento di Ambra Giorgi che ha spiegato l'obiettivo dell'iniziativa, destinata a diventare un appuntamento annuale. Citando il testo della canzone Factory di Bruce Springsteen, ha messo l'accento sul lavoro «come mezzo che dà vita». «C'è bisogno soprattutto di una svolta culturale, che sappia valorizzare il grande capitale personale e sociale, oltre che economico, che si esprime nel lavoro - ha detto - Da questo vogliamo partire, perché senza questa grande svolta difficilmente potrà mai vedere la luce quella riforma organica del mercato del lavoro italiano». Con le sue parole Epifani ha denunciato «la solitudine dei lavoratori, dei precari e delle imprese» sottolineando che «la centralità del lavoro è una responsabilità della politica». In primo piano il dramma dei giovani: «C'è da affrontare la crescita del debito che inibisce lo sviluppo - ha affermato - di questa situazione sono le nuove generazioni le prime a farne le spese. La dignità del lavoro non è tutto,ma senza di essa la dignità di una persona non è piena». Simoncini si è pronunciato sulla dichiarazione di stato di crisi per Prato: «Non mi preoccupa il come ma il quanto - ha sottolineato - significa che prima di parlare di progetti voglio vedere le risorse che metterà a disposizione il governo». Poi ha poi spiegato quello che la Regione intende fare per rimettere il lavoro al centro: «Investire nel capitale umano valorizzare la piccola impresa e sostenere l'imprenditoria giovanile: l'urgenza c'è perché sono oltre un quarto i giovani toscani disoccupati». Sul tema è intervenuto anche il vescovo Simoni: «Il funzionamento dell'impresa - ha detto - non sta nel profitto, ma nella comunità delle persone che riesce a esprimere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
