Finanza
Una soluzione per la Declassata
Maria Lardara
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Lassessore Filippo Bernocchi Gli ingegneri suggeriscono il sottopasso, Bernocchi preferisce il tunnel
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PRATO. Le alternative sono due: o si fa passare sopra o si fa passare sotto. Unica certezza: il raddoppio della Declassata, a 20 metri di carreggiata da 4 corsie. Per il resto, la ricetta per salvare dal fiume di auto il nodo di via Roma al Soccorso, è prima nelle mani degli ingegneri. E poi degli amministratori. E se fosse per l'Ordine degli ingegneri pratesi, che, durante un convegno organizzato ieri al Palazzo delle Professioni, ha dispiegato un ventaglio di quattro possibili soluzioni sul riassetto della viabilità in quel punto, meglio sarebbe realizzare un sottopasso. All'altezza dello snodo di via Roma la Declassata passerebbe così sotto, con un tratto a raso fra via Marx e via Roma: sarebbe ragionevole la tempistica, così come la tabella dei costi di realizzazione. «Quella che presentiamo - mette le mani avanti il vicepresidente dell'Ordine Patrizio Puggelli - è una serie di casi studio, un'analisi di prefattibilità ambientale che non può certo definirsi progetto». Per i cervelli dell'ingegneria nostrana, sull'imbuto al Soccorso ci si potrebbe costruire un viadotto, un ponte rilevato o un tunnel. Quest'ultima soluzione, meno convincente per gli ingegneri perché lunga e troppo dispendiosa, con l'interramento del tratto fra via Carlo Marx e via Roma, stuzzica invece le ambizioni dell'assessore comunale alla Grandi Opere Filippo Bernocchi. «Se dobbiamo far passare sotto la Declassata, meglio allora il tunnel del sottopasso anche per il migliore impatto ambientale che avrebbe. Mi sorge il dubbio che il passaggio del canale del Gorone possa creare problemi con un sottopasso. L'alternativa del tunnel merita comunque un approfondimento e risulta comunque una novità per questa amministrazione: i nostri uffici erano al lavoro sull'ipotesi del viadotto e del rilevato. Va riconosciuta la bontà d'approccio dell'Ordine che è riscita a presentare una pluralità di proposte». Nemmeno il rilevato, così come previsto dalle tavole dell'Ordine (s'interverrebbe con un muro di cemento armato nel tratto fra via Marx e via Roma, con la Declassata che scorrerebbe sopra via del Purgatorio), dispiace a Bernocchi. Ma con il cemento armato l'impatto ambientale, secondo l'Ordine, lascerebbe a desiderare. Invece una titanica opera, ingoiando in un tunnel i due chilometri di Declassata tra la Questura e via Nenni, potrebbe riesumare dall'asfalto il verde e la natura. Dove ora si alzano polvere e smog un giorno potrebbero sbocciare alberi e fiori con tanta gente a passeggio intorno: tant'è vero che, nelle proiezioni ingegneristiche dei modelli di viabilità dismessa, l'Ordine cita due fulgidi esempi di aree verdi per la viabilità dismessa della Declassata, ovvero l'High Line Park di New York e Promenade Plantèe di Parigi. «Finora - fa notare il vicepresidente Puggelli - nei progetti di riorganizzazione di viabilità cittadina è mancata una progettualità a monte. Realizzare un'opera per pezzi crea infatti disordine».
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