Attenzione
Scioperare per riprendersi il futuro
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Manuele Marigolli Lettera aperta del segretario generale Cgil Marigolli
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PRATO. Lettera aperta di Manuele Marigolli, segretario generale Cgil, sullo sciopero generale organizzato per domani. «Il nostro Paese sta attraversando una grave fase di declino - scrive Marigolli - con conseguenze devastanti sul sistema delle imprese e di conseguenza sull'occupazione. Centinaia di migliaia di lavoratori hanno perso il posto di lavoro, molti altri stanno ancora vivendo l'esperienza della cassa integrazione, ai giovani è sottratto presente e futuro. Di fronte a tutto questo il nostro Paese - aggiunge - ha fatto ben poco per rimettere in moto il sistema produttivo, dare all'economia basi più solide, creare le condizioni per nuovi lavori e soprattutto restituire speranza alla nuove generazioni». «Lo sciopero generale di domani, dichiarato dalla sola Cgil - prosegue - arriva proprio perché il nostro sindacato sente il dovere di pretendere risposte concrete ai fatti che ognuno, ogni giorno, vive sulla propria pelle. Il governo pensa ai propri interessi, a salvare il proprio presidente dai processi, ha dato dimostrazione di una povertà morale come mai si era manifestata, e non trova il tempo per approntare progetti, proporre provvedimenti generali, soluzioni, affrontare i nodi che possano sciogliere l'attuale situazione». E continua: «In una Europa che ancora in gran parte arranca, l'Italia è il fanalino di coda, che ha dato di sé una pessima immagine. A questo degrado sentiamo il dovere di dire basta. Dobbiamo investire sulla qualità, sulla scuola pubblica, sull'innovazione, sulla ricerca e sulla connessione tra sistema di ricerca e sistema produttivo». «Le risorse necessarie per ripartire esistono - conclude Marigolli - vanno trovate attraverso una lotta vera all'evasione, una fiscalità più equa e vanno destinate ad aiutare la ripresa. Cambiare è possibile, esistono provvedimenti che, senza miracoli, possono tuttavia riportarci sulla strada giusta, ridare spinta alla crescita, ricreare posti di lavoro, rendere di nuovo l'Italia un Paese in cui è bello vivere».
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