Il Tirreno

Prato

E sulla rete: «Assurdo solo pensare che ci sia necessità di realizzare tubature nuove»

«Per i lavoratori Consiag previste le tutele»

La sede del Consiag in via Panziera
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La sede del Consiag in via Panziera

Gara del gas, l'assessore Bernocchi risponde ai rilievi del sindacalista Cgil Brezzo

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 PRATO. Gara del gas, è l'assessore Filippo Bernocchi a rispondere ai rilievi sollevati l'altro giorno dal segretario generale Filctem Massimiliano Brezzo. E a rassicurare. «Il Comune nel bando che mette sul mercato il servizio di distribuzione del gas - spiega l'assessore - ha previsto tutte le tutele del caso per i lavoratori». Quando però verrà il momento.  Cioè una volta che le società chiamate alla preselezione con procedura ristretta, verranno selezionate dalla commissione e riceveranno il bando vero e proprio con dati, numeri e clausole sul personale. Quindi, secondo Bernocchi, il rischio che nel passaggio di consegne il futuro gestore non abbia l'obbligo a riassumere i dipendenti dell'azienda, pare scongiurato. Altra questione riguarda la rete. «In Italia - aggiunge Bernocchi - tutte le rete di distribuzione del gas sono interconnesse e non esiste che si debba crearne una nuova in caso di nuovo affidamento del servizio». L'esempio - secondo l'assessore - è di quelli vicini: «L'energia alle tintorie del distretto la fornisce Italgas che non ha costruito materialmente nuove tubature ma utilizza, grazie a una serie di accordi e il pagamento del pedaggio, quelle cedute a Consiag. Lo stesso accadrebbe con il nuovo gestore del gas su Prato».  Ed è stato sempre Bernocchi, nella veste però di vicepresidente Anci con delega ai Rifiuti e all'Energia, al termine di una riunione nella sede dell'associazione a Roma, a chiedere un «immediato intervento del governo per la salvaguardia delle gare per l'affidamento del servizio distribuzione gas e un incontro urgente con il ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani per la definizione dei necessari correttivi al decreto per l'affidamento del servizio».  «Su questo tema - ha spiegato Bernocchi - il governo ha promesso un pacchetto di decreti, ma ad oggi è stato emanato soltanto un decreto interministeriale di definizione degli ambiti territoriali per macro area che di fatto contiene solo l'indicazione nominativa degli ambiti, senza la definizione dei perimetri (quindi dei Comuni che ne fanno parte), con conseguente blocco delle gare per l'affidamento del servizio già avviate da molti Comuni e che altri stanno per avviare». Più chiaro lo scenario se si aggiungono i dati: «Come risulta da alcuni studi elaborati dai nostri uffici tecnici - ha detto Bernocchi - nell'aprile scorso sono scaduti i termini per 110 gare che hanno interessato circa 272 Comuni per un totale di oltre 2 milioni e mezzo di cittadini e di un milione di utenti». Cifre da capogiro quelle relative al vincolo dei ricavi che si aggirano intorno a 64milioni di euro «una somma che continua ad essere percepita dagli attuali gestori invece di consentire ai Comuni di affidare il servizio tramite gare cercando di ottenere le migliori condizioni sul mercato e di reperire così risorse finanziarie da destinare ai cittadini attraverso nuovi interventi, opere e infrastrutture».

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