Finanza
Ecco il giubbotto che salverà i cacciatori
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A sinistra, un cacciatore mostra un giubbotto realizzato con il tessuto Dynafelt A destra, Roberto Fenzi amministratore della Lenzi EgistoL'hanno inventato a Vaiano: protegge dai colpi dei fucili calibro 12
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PRATO. La lampadina del genio per così dire, si era accesa in lui qualche mese fa, leggendo i giornali nazionali: allora infuriava la polemica tra i ministri Brambilla e Galan sulla caccia. E quando si parla di caccia, è in gioco la pelle propria. Troppo cara, per giustificare qualcosa come 22 morti e 74 feriti dell'ultima stagione, secondo i dati di Federcaccia. E così a Roberto Fenzi, vicepresidente dell'Unione industriale e amministratore delegato della Lenzi Egisto, è venuto in mente di far sperimentare nei laboratori di Vaiano un tessuto salvavita, una fibra "corazzata" più resistente del kevlar che dall'autunno prossimo formerà una barriera sul corpo di cacciatori di mezzo mondo grazie a speciali giubbini che non temono fucili calibro 12.
"Dynafelt", così si chiama l'ultima frontiera dell'high tech tessile che vede il gruppo vaianese sulla cresta dell'onda, approderà nei negozi di armi e sport dal settembre prossimo, al riaprirsi della stagione venatoria. «La commercializzazione - spiega Roberto Fenzi - avverrà dunque a breve: per il momento abbiamo una produzione di nicchia, pronta per essere immessa sui canali della piccola distribuzione europea. Ma c'è interesse verso la novità di questo tessuto anche sul mercato americano: tra gli ordini previsti, ce n'è uno per la Finlandia».
L'efficacia del tessuto, che protegge dai pallini sparati anche da vicino, è stata documentata da centinaia di prove di sparo. A fare la differenza rispetto al tradizionale abbigliamento sportivo da caccia è uno speciale feltro ottenuto con tecnofibra in polietilene Dyneema della società olandese Dsm. Un vero e proprio scudo, reso però soffice e leggero grazie a una particolare tecnica d'intreccio di fibre denominata "agugliatura", in grado di salvare dai colpi di un Breda automatico a canna cilindrica di 62,5 centimetri e un Benelli Speciali 80, canna di 65 centimetri e strozzatura a tre stelle. Basta piazzarsi a una distanza di 10 metri dal fucile, quella utilizzata per testare i campioni di Dynafelt, per scoprire quanto si possa miracolosamente rimanere indenni dai pallini di piombo.
Ieri mattina, per presentare l'ultima innovazione tessile sfornata da Prato, è stata organizzata un'iniziativa a Firenze nella sede di Confindustria Toscana (era presente anche il presidente dell'Uip Riccardo Marini) con foto e filmati che hanno mostrato i risultati dei test balistici. Attenzione, però: "Dynafel" non potrà certo fermare proiettili di carabina o munizioni a palla. E' una linea di abbigliamento specifica per il guardaroba da cacciatore, non certo per il soldato in trincea. Infine, la comodità di queste giacche imbottite con super feltro non ha nulla da invidiare ai tradizionali giacconi.
"Dynafelt", così si chiama l'ultima frontiera dell'high tech tessile che vede il gruppo vaianese sulla cresta dell'onda, approderà nei negozi di armi e sport dal settembre prossimo, al riaprirsi della stagione venatoria. «La commercializzazione - spiega Roberto Fenzi - avverrà dunque a breve: per il momento abbiamo una produzione di nicchia, pronta per essere immessa sui canali della piccola distribuzione europea. Ma c'è interesse verso la novità di questo tessuto anche sul mercato americano: tra gli ordini previsti, ce n'è uno per la Finlandia».
L'efficacia del tessuto, che protegge dai pallini sparati anche da vicino, è stata documentata da centinaia di prove di sparo. A fare la differenza rispetto al tradizionale abbigliamento sportivo da caccia è uno speciale feltro ottenuto con tecnofibra in polietilene Dyneema della società olandese Dsm. Un vero e proprio scudo, reso però soffice e leggero grazie a una particolare tecnica d'intreccio di fibre denominata "agugliatura", in grado di salvare dai colpi di un Breda automatico a canna cilindrica di 62,5 centimetri e un Benelli Speciali 80, canna di 65 centimetri e strozzatura a tre stelle. Basta piazzarsi a una distanza di 10 metri dal fucile, quella utilizzata per testare i campioni di Dynafelt, per scoprire quanto si possa miracolosamente rimanere indenni dai pallini di piombo.
Ieri mattina, per presentare l'ultima innovazione tessile sfornata da Prato, è stata organizzata un'iniziativa a Firenze nella sede di Confindustria Toscana (era presente anche il presidente dell'Uip Riccardo Marini) con foto e filmati che hanno mostrato i risultati dei test balistici. Attenzione, però: "Dynafel" non potrà certo fermare proiettili di carabina o munizioni a palla. E' una linea di abbigliamento specifica per il guardaroba da cacciatore, non certo per il soldato in trincea. Infine, la comodità di queste giacche imbottite con super feltro non ha nulla da invidiare ai tradizionali giacconi.
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