Gioco
Prima in tre allattacco dellamministrazione uscente, poi stoccate nel centrodestra
Il faccia a faccia? Poco frizzante
Walter Fortini
In tanti seguono il primo confronto tra i candidati a sindaco
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CARMIGNANO. A Nessuno probabilmente è entrato con un'idea ed uscito con un'altra su chi votare il 15 e 16 maggio. Erano per lo più fan schierati ed amici quelli che lunedì sera hanno partecipato nella sala consiliare del Comune di Carmignano al primo confronto tra i quattro candidati sindaco. Ma erano comunque tanti. Per il primo confronto tra Vito Tarantini (Pdl, Lega Nord, La Destra, Udc), Manuel Carlesi (Fli e Pli), Mauro Pancrazi ("L'Italia che vorrei") e Doriano Cirri, l'attuale primo cittadino ricandidato da Pd, Federazione della Sinistra, Sel, Psi e Idv, la sala era affollata. C'erano molti dei candidati consiglieri. C'era qualche curioso. C'erano i consiglieri che non si ripresenteranno. C'era anche qualche bambino, figlio forse di qualche candidato. C'erano tre ex sindaci, che hanno governato a Carmignano negli ultimi trent'anni. Ed anche se la serata non è stata alla fine troppo frizzante, l'interesse c'è stato. Un'ora e mezzo abbondante di domande e risposte: tre, ampie e concordate prima. Sette minuti a testa, dieci per l'appello al voto finale. Un ora e mezzo in cui si sono ripetuti molti dei concetti che i candidati sindaci avevano già spiegato in queste settimane. Doriano Cirri, candidato di un centro sinistra compatto, parla alzandosi in piedi e guarda la platea. Gli altri se ne stanno seduti. Mauro Pancrazi (lista civica "L'Italia che vorrei") confessa l'imbarazzo personale del parlare per la prima volta in pubblico. Parla Doriano Cirri e rivendica il merito, per il centro sinistra che ha governato Carmignano da quarant'anni, «di un paesaggio che è rimasto intatto e che attira tanti turisti ma anche tanti fiorentini e pratesi che sulle colline medicee decidono di prendere casa». Vip e facoltosi, «ma anche operai e impiegati, perchè qui si vive bene». A Prato, Poggio o Quarrata non è successo lo stesso. Lo riconoscono tutti. Ma occorre aiutare di più le aziende turistiche e agricole, gli rinfacciano gli altri. «Il Comune non può erogare contributi: è vietato - risponde Cirri - Ma abbiamo approvato un piano strutturale che punta sul turismo senza abbandonare il manufatturiero». «Ci sono pochi giardini e parcheggi» dice Pancrazi. «Più attenzione per la viabilità e la sicurezza» rivendica Tarantini. «Progetti e lavori vanno programmati per tempo» ammonisce Carlesi. Come era inevitabile è un attacco all'amministrazione uscente: tre contro uno. Idee e progetti, che pure fanno capolino, passsano in secondo piano. Cirri prova a giustificarsi. «Risorse sempre più scarse e burocrazia non consentano di fare tutto e subito: ci siamo concentrati su scuole e giardini, la prossima legisltaura sarà dedicata alle strade». Ma le stoccate e le sciabolate più pesanti se le tirano in fondo, tra di loro, i due candidati del centrodestra. Tarantini invoca più volte il voto utile. «Il vero centrodestra liberale siamo noi - replica Carlesi - stanchi del berlusconismo e della politica urlata del Pdl». Poi l'abbraccio finale. E maniche rimboccate per riportare al voto quel 38 per cento di carmignanesi che cinque anni fa non ha votato: soprattutto nelle fila del centro destra.
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