Il Tirreno

Prato

«Un'occasione da non perdere»

I.R.
Andrea Barontini
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Andrea Barontini

Barontini parla della sua "città del tessuto"

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 PRATO. L'affitto del ramo di azienda della Fin Mode da parte di Mida holding rientra in un progetto ben più ampio. Ambizioso proprio come il nome scelto dalla famiglia Barontini per la società che dovrà portarlo avanti e che, nei prossimi mesi, sarà allargata a Fidi Toscana e ad altri imprenditori che faranno parte del progetto. L'idea, sponsorizzata dalla Regione, è quella di creare mini filiere complete nel distretto, dalla materia prima al capo confezionato. Questa che coinvolge Fin Mode è l'esperienza pilota a cui è stato dato il nome di "città del tessuto" e che segue direttamente Andrea Barontini.  Barontini, di cosa si tratta esattamente?  «Abbiamo cercato insieme a Fidi Toscana di teorizzare un nuovo tipo di filiera che prevede di verticalizzare le aziende attraverso partecipazioni o con collaborazioni con terzisti».  Della sua filiera oltre a Marcolana chi ci sarà?  «Marcolana si porta dietro la sua filatura, la tessitura e l'orditura. Poi abbiamo contatti con altre piccole realtà delle fasi tessili. E ora stiamo cercando una rifinizione».  Avevate trattative per la ex Rivatex, ora con Fin Mode. Cos'è cambiato?  «Abbiamo già la delibera di Fidi Toscana per Rivatex che risale a marzo. L'affare doveva concludersi in tempi brevi poi c'è stato l'inaspettato fallimento della Rivatex immobiliare che ha ritardato i tempi. Nel frattempo ha chiuso la Fin Mode che ha 55 lavoratori che rischiano il posto e che dal punto di vista degli impianti non si può discutere. Sarebbe stata una grave perdita per l'intero distretto».  E quindi?  «Da dicembre avevamo ripreso a collaborare con la Fin Mode e quando ha chiuso Silvestri ci ha chiesto se fossimo interessati. Ne abbiamo parlato e ci interessa molto perché rispetto alla Rivatex è ferma da poche settimane e non da due anni e gli impianti sono una garanzia».   Ora a che punto siete?  «Venerdì abbiamo firmato una lettera inviata ai sindacati con cui dichiariamo una possibilità di accordo. Poi c'è stato il problema dell'affitto dei magazzini e quindi la possibilità di andare in porto dipende dalle scelte che faranno i soci della Molinuzzo».  Lei ha tenuto trattative con i soci?  «Noi le abbiamo portate avanti con la Fin Mode e quindi con Silvestri, socio anche della Molinuzzo. I rapporti tra soci è cosa loro. Noi prenderemo atto delle loro decisioni».  Ma Mida è disposta a affittare Fin Mode anche senza coinvolgere nel progetto Silvestri.  «Io penso che lui abbia progettato, costruito e mandato avanti quel finissaggio e quindi che nessuno può continuare meglio di lui. Indipendentemente dai problemi che possono esserci tra soci, e su cui noi non vogliamo assolutamente entrare, penso che per Prato questo sia un progetto che non ci si può permettere di far fallire anche per le 55 persone che perderebbero il lavoro».  Fidi Toscana parla di un trasferimento di Marcolana entro dicembre. Non sono tempi un po' corti.  «Quella data si riferisce ai tempi legati alla Rivatex per cui sono necessari tre-quattro mesi di manutenzione dei macchinari. Noi vorremmo partire subito: con Fin Mode contavamo di accelerare i tempi, altro motivo per cui siamo interessati. Pensavamo di cominciare a fare le prime pezze della "città del tessuto" a giugno».  Se l'affitto non andasse in porto potreste spostare i macchinari negli immobili, che già avreste a disposizione alla Rivatex.  «No, impossibile. Spostare una rifinizione non è un progetto praticabile».

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