Il Tirreno

Prato

Grande affluenza alla tre giorni della festa “Valle Unita”

Duemila pranzi, tanta musica ma anche dibattito sul lavoro

Alessandra Agrati
La festa Valle Unita ha ottenuto un grande successo
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La festa Valle Unita ha ottenuto un grande successo

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 VAIANO. Duemila pranzi serviti, un'affluenza da record, dibattiti su temi d'attualità e tanta musica. La tre giorni di Valle Unita per festeggiare il primo di maggio è stata un successo, Il gruppo Saranno Garosi, insieme all' associazione Partecipazione è Libertà, ai sindacati e ai comuni è riuscito ad organizzare un evento che ha coinvolto non solo i giovani, ma anche le famiglie.  Vaiano è stata la capitale della Val di Bisenzio e non solo; in totale gli stand gastronomici hanno servito 2000 pasti (solo domenica 1200) sono stati cotti 100 chili di tortelli, 15 di arista, 185 di pollo 230 di rosticciana e 180 di pasta mentre all' interno del parco il primo maggio c'erano almeno 4000 persone.  «Son stati tre giorni faticosi - spiega Giovanni Borgioli ma di grande soddisfazione. La formula prolungata a più giornate ha richiamato tante persone anche dai Comuni vicino. E' stato un grande lavoro di squadra Il prossimo anno vorremmo regalare un soggiorno di 15 giorni ai ragazzi della cooperativa Kairos». Se sabato e domenica il divertimento e la musica sono stati i protagonisti, venerdì sera si è parlato di occupazione in occasione della tavola rotonda "Giovani e lavoro. Progetti e azioni concrete a cui hanno partecipato il segretario della Cgil di Prato Emanuele Marigolli, la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi e Diego Blasi e Margherita Cavaciocchi dell'associazione Libertà è Partecipazione. Un dibattito che è entrato nel vivo delle problematiche. «Partendo dalla cultura - ha sottolineato Margherita Cavaciocchi - vogliamo arrivare ad affrontare il problema del lavoro; a Prato esiste il progeas (università di progettazione eventi artistici e culturali) che ogni anno laurea diverse persone, ma nessuna trova lavoro all' interno delle strutture cittadine. Manca quindi una fiducia nell' operato dei giovani inoltre le Istituzioni sono troppo lontane dal nostro mondo». Si è parlato anche di tessile, un settore che secondo Marigolli è ancora vivo, ma deve essere rinnovato.Anche per l'associazione Libertà è Partecipazione soltanto con uno svecchiamento si può pensare di riavvicinare i giovani, ma attualmente è inutile forzare la mano piuttosto le istituzioni devono aprire le porte di nuovi settori, come ad esempio quello della comunicazione. Per Fabrizio Scatizzi della Cisl, invece è arrivato il momento di passare dalla teoria ai fatti. «Per far innamorare i ragazzi del tessile è necessario creare le condizioni perché possano rimanere in un posto di lavoro per almeno qualche anno, in modo da capirne meglio il meccanismo. Mi piacerebbe riuscire ad affrontare il problema con qualche azienda della Val di Bisenzio».

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