Il Tirreno

Prato

«55 posti appesi a un affitto»

Ilenia Reali
Uno dei dipendenti della Fin Mode
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Uno dei dipendenti della Fin Mode

Appello dei lavoratori Fin Mode alla società proprietaria dell'immobile

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 PRATO. Una certezza c'è. E' la preoccupazione. Quella di 55 lavoratori che rischiano di rimanere senza un posto e che ieri hanno fatto appello affinché la trattativa portata avanti dal liquidatore della rifinizione Fin Mode e la società Mida holding per l'affitto di un ramo d'azienda vada avanti.  Il resto sembra una commedia dell'assurdo. La trattativa tra Fin Mode e Mida è ferma perché uno dei due soci della società proprietaria dell'immobile, la Molinuzzo srl, avrebbe dato parere negativo al prolungamento dell'affitto dello stabile dove si trova la rifinizione che ha cessato l'attività il 9 aprile. Un'area di circa 11 mila metri, in parte occupata dall'azienda in parte no, a cui sarebbe interessata la holding che fa riferimento alla famiglia Barontini. Del "no" di uno dei soci lo dicono i lavoratori, lo conferma uno dei soci anche liquidatore della Fin Mode, Maurizio Silvestri. Ma non lo fa il socio "incriminato" su cui è concentrata la preghiera dei lavoratori che, se il progetto della Mida holding partecipata dalla famiglia Barontini, sarebbero riassorbiti. Lui cade dalle nuvole.  Su Fin Mode e sul futuro dei 55 lavoratori sembra pesare un fardello fatto di incomprensioni tra gli attori della vicenda.  Gli operai. Sono loro che ieri mattina hanno chiamato i giornali per esprimere tutta la loro preoccupazione. Ha parlato a nome anche degli altri, il chimico, Gabriele Zaccagnini. «Non perdiamo questa occasione - ha detto - che per noi è importante. La chiusura della trattativa ci fa mantenere il posto di lavoro. E in questo periodo per Prato non è facile ricollocare 55 persone. Su 60 che eravamo solo 5 hanno trovato un posto a tempo indeterminato. Chiediamo ai soci del Molinuzzo di non bloccare questo progetto». Il titolare di Finmode. Maurizio Silvestri, ora liquidatore della rifinizione, e il figlio sponsorizzano il progetto di Mida di cui diventerebbero con l'affitto di Fin Mode parte integrante. Sono loro ad aver trattato con i Barontini e ad aver riferito ai dipendenti dell'intoppo sull' affitto. «Abbiamo saputo del parere negativo del nostro socio - spiega Silvestri - e i dipendenti vi hanno chiamato. Per quel che ci riguarda la famiglia Silvestri ha l'interesse a proseguire un percorso produttivo dell'azienda. Per noi questa è una nuova opportunità da non perdere e siamo preoccupati per il blocco che la locazione del capannone sta creando al progetto». La proprietà dell'immobile. E' su quanto succede tra i soci della Molinuzzo che la situazione si complica. Il 50% appartiene a Silvestri mentre Giovanni Collini, ex socio di Silvestri in Fin Mode è oggi proprietario del restante 50% delle quote di Molinuzzo. E' lui, il socio a cui si rivolgono i dipendenti. E' lui quello che sarebbe contrario a rinnovare l'affitto. Sarebbe ma non lo è. Perché Collini ieri sera si è detto non informato della situazione. «Allo stato attuale - ha commentato - non c'è mai stata una trattativa per l'affitto dell'immobile in cui io sia stato coinvolto. Da parte mia c'è la volontà di sedermi a un tavolo con chi è interessato e risolvere gli eventuali problemi che dovessero presentarsi».  Quindi non ha detto sì all'affitto. Ma, allo stato attuale, neppure no.

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