Il Tirreno

Prato

Primo Maggio in piazza e con i negozi chiusi Gestri non sta con Renzi

Bandiere e striscioni dei sindacati in un corteo del 1º Maggio
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Bandiere e striscioni dei sindacati in un corteo del 1º Maggio

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 PRATO. Appuntamento in piazza stamani, 1º maggio, festa dei lavoratori. Ed è bene che i negozi restino chiusi, aggiunge il presidente della Provincia Lamberto Gestri, prendendo così posizione nella polemica che ha visto di fronte il sindacato e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. La manifestazione pratese sarà all'insegna dell'unità sindacale. La giornata inizierà con la messa in Duomo alle 9. Poi il corteo che partirà alle 10,30 da piazza Mercatale e si snoderà lungo le vie del centro fino a piazza Duomo dove si terrà il comizio conclusivo del segretario della Cgil Toscana, Alessio Gramolati.  Nel suo messaggio ai segretari dei tre sindacati, il presidente Gestri ribadisce che le «festeggiare con solennità il Primo maggio, festa dei lavoratori, è una necessità. Oggi più che mai. Non sono giustificate scelte alternative che immolano sull'altare del consumo a tutti i costi la dignità delle donne e degli uomini che lavorano».  «Il lavoro unisce - prosegue Gestri - E' stato un collante sociale formidabile per Prato come per l'Italia. Dobbiamo impegnarci perché continui ad esserlo. La nostra Costituzione, all'articolo 1, recita che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ecco, anche a Prato, dobbiamo tornare a fondare il nostro essere comunità sul lavoro. Il riconoscimento del meritato e a lungo atteso stato di crisi da parte del Governo sarà una vera occasione solo se, tutti insieme, sapremo individuare nuove opportunità di lavoro, prima di tutto per i giovani. Per questo condivido e sottoscrivo la necessità - evidenziata dai sindacati - di definire un progetto per il futuro del distretto dove ciascuno faccia la sua parte».  «Il lavoro per unire il Paese. Lo slogan scelto dai sindacati - continua Gestri - come tema della festa di oggi ha un grande significato per il passato e ancora di più può averlo per il futuro. Nel nostro distretto attorno alla fatica e al lavoro condiviso, a partire dagli anni Cinquanta, è nata una nuova società, ricca e solidale, che ha raccolto una comunità di uomini e donne provenienti da tante e diverse regioni d'Italia e - negli ultimi anni - del mondo. Sono state la capacità di stare insieme, la volontà di dare valore a ciò che unisce piuttosto che a quello che divide, la voglia di fare per sé e per gli altri. Su queste risorse dobbiamo avere il coraggio di scommettere anche per il futuro».  Intanto sulla polemica relativa all'apertura dei negozi il 1º maggio, interviene anche lo Spi Cgil a sostenere la battaglia di Filcams e Cgil: «Perché in gioco non ci sono scelte commerciali, ma la difesa di tutti i valori del lavoro che il 1º Maggio rappresenta. Chi si sente innovativo sostenendo che il 1º Maggio è un giorno come gli altri non è moderno, è solo un opportunista senza memoria che vuole riportarci indietro. La memoria è lo stimolo per migliorare il presente e il futuro, senza memoria, fioriscono piccoli e insignificanti padroncini del contesto politico nel quale siamo costretti a vivere».

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