Il Tirreno

Prato

La strada fatta di toppe e buche

Barbara Burzi
Ai lati due scorci di via Filippino A destra il macellaio Daniele Fedi
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Ai lati due scorci di via Filippino A destra il macellaio Daniele Fedi

Cresce il malumore degli abitanti di via Filippino

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 PRATO. Cresce il malumore dei residenti e dei commercianti di via Filippino, strada a due passi da piazza Duomo, di nuovo alle prese con una raccolta firme per chiedere il rifacimento della pavimentazione stradale. «La nostra richiesta è motivata dal fatto che - si legge nella petizione - soprattutto in questo momento, la strada è in condizioni pessime con un susseguirsi di toppe, buche e avvallamenti, che scoraggiano il passaggio di pedoni e clienti». «Da tempo le condizioni di via Filippino sono disastrose - sottolinea Maria Menici, una residente - e adesso che sono cominciati i lavori alle tubature del gas, lo sono ancora di più. Per la pavimentazione però ci dicono che ci sono soldi».  E' una battaglia che va avanti dal 2002. Da allora sono stati presentati al Comune sei esposti e sempre per gli stessi motivi. Oltre a sollecitare la pavimentazione in pietra, si chiede all'amministrazione di adoperarsi affinché vengano rispettate le regole inerenti il decoro e la viabilità. «Si vedono auto in sosta a tutte le ore, nonostante via Filippino sia in zona pedonale - fa notare la proprietaria di un fondo commerciale - e non vengono nemmeno effettuati i controlli per far rispettare certe regole, mentre noi siamo impegnati da tempo a fare di tutto per migliorare l'aspetto della strada investendo soldi per rifare le facciata dei palazzi».  La mobilitazione dei cittadini prosegue senza sosta e all'inizio di aprile alcuni di loro sono stati ricevuti dal presidente di Circoscrizione Massimo Taiti per discutere la situazione. Preventivo dei lavori alla mano (circa 65mila euro), il presidente del Quartiere centro avrebbe respinto la richiesta per insufficienza di fondi.  Intanto qualche commerciante si lamenta dei continui "balzelli" economici. «Ho dovuto spendere 400 euro per eliminare l'insegna - racconta Valerio Nespeca di Paoletti Bijoux - in quanto era illuminata e non retroilluminata come prevede l'ordinanza del sindaco. Di certo, non sborserò altri soldi per rimetterla, preferisco stare senza e se non fosse per mia moglie che è affezionata al centro storico me ne sarei già andato da un'altra parte».  Controlli sì, dunque, di quelli che però non favoriscono il passaggio di clientela, a svantaggio dei commercianti. «Ci hanno chiuso in un vicolo - dicono Daniele e Fabrizio Fedi della macelleria Fedi - Qui i negozi durano poco e quelli che resistono rischiano di essere dimenticati, ma si deve capire che senza commercio il centro non può sopravvivere. Adesso, a causa dei lavori alle tubature del gas siamo costretti a lavorare in condizioni di disagio, ma è una situazione che accettiamo di sopportare perché era necessario intervenire: abbiamo quasi rischiato che quel tubo scoppiasse. Prima di ripavimentare ci sarebbero ancheda rifare le tubature dell'acqua e le fognature da cui si verificano continuamente perdite».

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