Il Tirreno

Prato

25 ANNI DOPO

Gabriele Papi

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25 ANNI DOPO Lavoro e fiducia ai giovani Questo ci chiese Papa Wojtyla  La Chiesa cattolica si appresta a beatificare papa Giovanni Paolo II. Per Prato ha un valore particolare sapere che l'anno della canonizzazione coincide col 25º anniversario della sua visita in città. Io vorrei riportare alla luce quanto il messaggio di Giovanni Paolo II nel corso dei suoi due discorsi pronunciati a Prato sia di grande attualità per guardare ai mali della crisi e soprattutto all'ingiustizia che subiscono le nuove generazioni, private della possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro. «Uno dei drammi del nostro tempo è la disoccupazione, specialmente giovanile. Sì, il non poter disporre di un lavoro, particolarmente quando si guarda al domani e tutte le risorse intellettuali e fisiche reclamano costituzionalmente di potersi esercitare, è una prova veramente drammatica. L'inattività forzata è una situazione iniqua. E' una immobilità che tende a paralizzare perfino la speranza. Sogni e ideali rischiano di annientarsi in una morsa avvilente. Il giovane si vede privato della possibilià di formarsi una famiglia, c'è ormai una storia di crisi e di devastazioni psicologiche e morali, che reclama severe riflessioni».  Questo diceva Giovanni Paolo II e oggi è quanto mai vero a causa della mancanza di impegno progettuale delle classi dirigenti che ha favorito politiche premianti per la rendita immobiliare rispetto all'attività produttiva, tarpando le ali ai giovani più capaci e meritevoli. In fondo gli studenti universitari e i giovani in genere non chiedono niente altro, se non poter avere un'opportunità di dimostrare quanto valgono. «Grande cosa il lavoro, ma l'uomo e incomparibilmente più grande, l'uomo è sacro». Questo appello al rispetto dell'uomo ci deve portare a mettere insieme nuove politiche di sviluppo e a valorizzare le conoscenze, a mettere a frutto le professionalità al servizio della città e del distretto. Occorre valorizzare la capacità di tanti giovani e meno giovani imprenditori e di tutte le professionalità. Questo serve sia per onorare il ricordo della visita di Giovanni Paolo II che la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. Massimo Carlesi capogruppo Pd in Comune CENTRO PECCI Beccaglia, campione in fuga E il Comune non gli sta dietro  Un uomo solo al comando della corsa: mercoledi sera c'eravamo tutti e nessuno ha risparmiato i toni celebrativi, ma un uomo solo continua a sfidare le curve intorno a Pinerolo. E' Valdemaro Beccaglia che negli ultimi anni anni ha creduto con forza nel Centro Pecci e tutt'ora continua a crederci. Noi che a questo giro svolgiamo il ruolo di sostenitori appassionati, posizionati a bordo strada con una borraccia di riserva per chi scala la montagna, non possiamo fare a meno di notare che il gruppo (il Comune) ha rinunciato ad inseguire il campione. Quanto emerge dalle pieghe del bilancio è chiaro, ma si dice che l'ampliamento del Museo sarà completato nei tempi previsti, addirittura in anticipo, cosa che ci allarma ancor di più. Se infatti il nuovo museo arriverà presto, quando questa Amministrazione comunale farà partire un'adeguata campagna di informazione e promozione che ricollochi il Pecci nella posizione che merita in Toscana e in Italia? Dopo la sua inaugurazione? Quando affronterà lo spinoso problema, che il museo non può affrontare da solo, di un ridisegno dell'organigramma aziendale in modo che questo sia funzionale allo scopo? Quando capirà che Prato è città del tempo presente e il Centro Pecci ha la facoltà e la possibilità di sintetizzarne e promuoverne il senso in Italia e nel mondo? Dopo la sua inaugurazione? Un uomo solo al comando della corsa: forza campione! Angelo Formichella coordinatore Cultura Pd A GENTILESCHI Grazie al Difensore civico che mi ha risolto il problema  Voglio ringraziare il Difensore civico, Giancarlo Gentileschi, dell'efficienza e disinteresse dimostrata e di essersi interessato prontamente al mio caso. Da tempo non riuscivo a ottenere un banale controllo tecnico e l'asportazione di vecchi contatori della corrente installati oltre 60 anni fa da un ente nazionale di primaria importanza. Mi venivano fissati sempre nuovi appuntamenti, mai rispettati e mai disdetti. Vivendo da solo, mi sono trovato al perso. Così ho scritto una nuova lettera il 18.4.2011 facendone avere una copia al Difensore civico che è intervenuto risolvendo positivamente la situazione.

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