Gioco
Interrotte le trattative sindacali per il rinnovo dellaccordo sugli ambulatori
Medici di famiglia in lite con l'Asl a rischio l'orario prolungato
Barbara Burzi
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PRATO. Nuovi disagi per i cittadini. Se finora, grazie all'assistenza di gruppo (a Prato vi aderisce l'85% dei medici di medicina generali) i pazienti potevano usufruire di "ampi" orari di apertura degli ambulatori (12 ore al giorno), da lunedì non sarà più possibile. I dottori di famiglia ritorneranno a un servizio ridotto con orario di 7 ore giornaliere, come prevede la convenzione nazionale. Almeno fino all'11 maggio, giorno in cui l'assemblea dei medici Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale) si riunirà per decidere quali proteste attuare se l'azienda ospedaliera non rinnoverà l'accordo in vigore dal 2002. Nel frattempo è rottura tra Asl e Fimmg, entrambi impegnati nella trattativa sindacale. Martedì scorso, all'imminente scadenza dell'accordo che consente di offrire ai cittadini un'assistenza prolungata tramite le medicine di gruppo, La Fimmg ha richiesto una proroga che però non è stata accordata dall'azienda ospedaliera di Prato. A questo si aggiunga il taglio del 30%, solo nell'ultimo anno, del budget messo a disposizione da Asl agli istituti privati accreditati per le prestazioni diagnostiche. «I tempi erano troppo brevi per ridiscutere l'accordo che scade domani (oggi, ndr)- dichiara il vicepresidente dell'Ordine dei medici e segretario Fimmg Francesco Sarubbi - così abbiamo chiesto un proroga, ma ci è stata negata. Questo significa che non c'è nessuna volontà di investire risorse sul territorio, nonostante si vada verso la realizzazione di un ospedale per intensità di cura, con cento posti letto in meno, in vista della quale c'è bisogno di investire di più sul territorio se non vogliamo che l'intero sistema sanitario salti. Il disagio che sta vivendo la nostra categoria è enorme, siamo quasi arrivati all'impossibilità di curare i pazienti. Dunque, auspichiamo la ripresa delle trattative, ma su basi diverse». Anche il presidente dell'ordine dei medici Luigi Biancalani punta il dito su questo aspetto: «L'auspicio è che si esca al più presto da questa situazione anche perché la popolazione sta invecchiando e avrà sempre più bisogno di assistenza - afferma - noi vogliamo collaborare, ma se l'azienda non è disposta a fare degli investimenti sul territorio si prospettano tempi durissimi per i cittadini». I medici chiedono che al progetto dell'ospedale venga affiancato un piano per potenziare l'assistenza ambulatoriale. «Il nostro progetto è quello di realizzare - spiega Sarubbi - una continuità assistenziale intesa come possibilità di gestire i pazienti e di erogare una serie di prestazioni di primo livello, con l'integrazione della guardia medica». Una sorta di medicina di gruppo "allargata" che permetterebbe al paziente di accedere allo studio ambulatoriale 24 ore su 24. «Ma per questo - aggiunge il segretario Fimmg - serve maggiore impegno di risorse». A proposito del servizio di emergenza, Leonardo Facchini della segreteria Fimmg- guardia medica, lamenta condizioni di lavoro sotto organico: «Si lavora con un medico ogni 7500 abitanti - fa notare - quando, invece, le indicazioni regionali sono di un medico ogni 500 abitanti».
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