Il Tirreno

Prato

Il medico che cura l'anima civica

Mar.Lar.
Paolo Sanesi
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Paolo Sanesi

Sanesi, leader storico: «Alla politica chiedo strumenti di partecipazione»

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 PRATO. Quando ha addosso il camice del medico non c'è per nessuno. Cellulare spento, una marea di pazienti cui dedicare le giornate. Fuori dagli studi di piazza Mercatale, attivismo e impegno civico rifioriscono e prendono nuovo vigore. La storia di Paolo Sanesi s'intreccia indissolubilmente con quella dei comitati di Prato. Prima ancora di fondare il comitato di piazza Mercatale, dove ha gli ambulatori, era già dentro al comitato "Fuori le mura" in via Curtatone. Guai oggi a sconfessare quell'esperienza fatta di voglia di partecipazione e passione civile. «Il problema - ammette - è dare continuità ai comitati che hanno come destino quello di avere vita breve».  Eppure a suo tempo fu creato un Coordinamento di comitati cittadini.  «Sì ma è rimasto localizzato per lo più all'area del centro storico».  Si possono "strutturare" meglio i comitati al di là del radicamento territoriale e in modo che quest'ultimo non rappresenti un limite?  «L'anima "civica", quella racchiusa nei comitati e composta dai cittadini, ha bisogno di trovare uno sbocco in luoghi in cui sia favorita l'aggregazione e si discuta di progetti aperti al contributo cittadino. La partecipazione dal basso, in altre parole, richiede un percorso strutturato che non significa necessariamente andare a braccetto con la politica. Che tanto non ti concederà mai nulla. Ricordiamoci che la nascita di un comitato stesso sancisce ogni volta la sconfitta della politica che non riesce a parlare con la gente».  Lei è stato ed è tuttora il promotore della Costituente della partecipazione, frutto di un lavoro che ha visto l'adesione di un gruppo di cittadini e comitati, condiviso anche con l'assessore Giorgio Silli. Prossimamente partiranno i primi tavoli tematici. Nel mondo dei comitati non tutti hanno ben visto questa scelta.  «Allora io dico: ben vengano i comitati. Ma nel momento in cui con questi si esprime una protesta bisognerebbe poi accompagnarla con un percorso di proposta che nasce dalla conoscenza e dalla crescita culturale, fatta di nozioni e strumenti. Per questo bisogna trovare percorsi facilitatori».  Cosa significa esattamente?  «La politica mi deve dare gli strumenti di partecipazione (c'è un regolamento comunale approvato nel dicembre scorso, ndr) affinché io cittadino sia in grado di ragionare e di farmi un'idea sulla città con la mia testa: se poi non lo fa, questo non significa che noi cittadini si debba smettere di chiedere tali strumenti».

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