Il Tirreno

Prato

Agli operai della Lorenzi 3mila euro

Alessandro Pattume
I capannoni in abbandono della Vasco Lorenzi in via Popolesco Sotto le protete degli operai
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I capannoni in abbandono della Vasco Lorenzi in via Popolesco Sotto le protete degli operai

Firmato l'accordo per consegnare entro il 10 giugno una parte degli arretrati

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 MONTEMURLO. Gli operai della Vasco Lorenzi riceveranno una media di tremila euro a testa entro il prossimo 10 giugno. Venduto l'immobile e cominciati i lavori di smantellamento dei macchinari, ecco che i conti cominciano a tornare.  E' stato firmato lo scorso 15 aprile l'accordo che porterà, entro il prossimo 10 giugno, una media di circa tremila euro nelle tasche degli oltre 85 operai che un tempo lavoravano nello stabilimento di via Popolesco appartenuto alla famiglia Lorenzi. Si tratta di almeno il 45 per cento della somma totale che si aggiunge al 35 già riscosso a suo tempo ma a cui mancherebbe ancora qualcosa.  Intanto, i nuovi proprietari del grande stabilimento che una volta ospita l'azienda leader nel settore della produzione di scaldabagni, gli imprenditori montemurlesi Francesco Storai, Alvaro Belli e Massimo Meoni, attendono la fine dei lavori di bonifica. La cordata emiliana che si è aggiudicata i macchinari qualche mese fa ha infatti ottenuto tutti i permessi necessari per lo smaltimento degli oli e delle altre sostanze nocive presenti nel grande capannone. Nei giorni scorsi è stato ripulito il piazzale antistante lo stabilimento e nei prossimi giorni cominceranno i lavori di bonifica vera e proprio. Con l'annuncio del pagamento degli operari si aggiunge un altro importante capitolo alla vecchia e tormentata storia della Vasco Lorenzi. Un'azienda che da leader nel settore degli scaldabagni fu dichiarata fallita nel 2006, con i dipendenti in cassa integrazione e un capannone pieno di macchinari che nessuno, per molti anni, si è trovato disposto ad acquistare. La svolta proprio nei primi mesi di quest'anno: i marchi dell'azienda se ne sono andati in Russia lo stabilimento è passato a tre imprentori montemurlo per un totale di quasi due milioni di euro. I macchinari appartengono invece ad una cordata emiliana, che se li è aggiudicati per 360mila euro alla fine del marzo scorso.

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