Proteste
«Gara legittima, nessun blocco»
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Lassessore Filippo Bernocchi L'assessore Bernocchi replica: l'Antitrust si è espresso solo sulle misure cautelari, l'Anci sui concorsi indetti dopo il decreto
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PRATO. Filippo Bernocchi non ci sta. E sulla questione Consiag replica. «Si parla - scrive in una nota - fin troppo spesso di tutela solo ed esclusivamente di un gruppo industriale che, pur costituendo una realtà territoriale capace, non può ritenersi al di sopra delle parti e pensare esclusivamente a mantenere il suo "feudo" senza misurarsi con altri competitori». Secondo Bernocchi ad avere «voce in capitolo devono essere i Comuni soci per avvicinare le politiche aziendali alle esigenze della cittadinanza contemplando soluzioni di giusto equilibrio fra interessi pubblici e privati». Ed è la gara pubblica, secondo l'assessore, lo strumento adeguato. «Doverosa premessa - aggiunge - per cogliere il senso della legittima azione del Comune nella indizione della gara». Bernocchi etra poi ne merito. «La delibera dell'Antitrust non legittima il blocco delle gare, così come sembrerebbe disegnato dal decreto interministeriale, anzi si esprime solo sulla mancata possibilità di prevedere misure cautelari richiesta dall'amministrazione a causa della reticenza di Consiag nel fornire i dati utili alla presentazione delle offerte». Per Bernocchi inoltre il sottosegretario Saglia «ha sottolineato solo alcuni aspetti generali del sistema degli affidamenti precedenti e la ratio della riforma voluta dal governo nel limitare i gestori, a sostegno della necessità, da verificare se legittima, di non svolgere gare dopo l'approvazione del decreto ambiti. Nulla quaestio quindi sulle avviate in precedenza come nel caso di Prato». E anche la circolare Anci del 12 aprile scorso, secondo l'assessore, non crea ostali alla gara. «Vengono espressi forti dubbi - spiega - circa l'impossibilità di effettuare nuove gare anche in presenza di tale decreto. La posizione prudenziale espressa dall'Anci riguarda quindi solo le gare da indire in data successiva alla pubblicazione del decreto ambiti». Un'ultima stoccata a Consiag sui «cospicui introiti incassati da ogni cittadino pratese direttamente in bolletta e pari circa al 7,4% del valore della rete». Introiti che «non sono mai tornati nelle mani dell'azionista comune di Prato - spiega Bernocchi - e quindi dei cittadini. Se Consiag è effettivamente un soggetto forte dalla parte dei Comuni soci - conclude - perché non si confronta con il mercato e non partecipa alla gara con un'offerta migliorativa per amministrazione e cittadini e senza tanto clamore?»
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