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Catturati sull'Appenninoi rapinatori cinesi: video
E' stata catturata tra Bologna e Prato, nelle prime ore del mattino, una banda di rapinatori cinesi che nel novembre 2010 aveva rapinato nel capoluogo emiliano un'attività commerciale gestita da cinesi.
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E' stata catturata tra Bologna e Prato, nelle prime ore del mattino, una banda di rapinatori cinesi che nel novembre 2010 aveva rapinato nel capoluogo emiliano un'attività commerciale gestita da cinesi. I carabinieri di Bologna in collaborazione con i militari di Prato hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare richieste dalla Procura bolognese.
Il 6 novembre del 2010, infatti, in via Primaticcio angolo via di Saliceto a Bologna, i militari del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri avevano arrestato Biao Ten Zhi, fermato poco prima da due coraggiosi passanti di origine rumena, regolarmente residenti in Italia, che lo avevano seguito, dopo averlo visto sfilarsi un passamontagna dal volto, mentre usciva da un laboratorio tessile nella vicina via Jacopo di Paolo, ove era stata appena consumata la rapina. L'arrestato veniva trovato in possesso di un passamontagna, di un "machete" di rilevanti dimensioni con tracce di sangue e di un paio di guanti bianchi e grigi, anch'essi macchiati di sangue.
Si scopriva che pochi minuti prima, proprio in via Jacopo di Paolo 18, nel laboratorio tessile "H L First Fashion", di cui sono titolari due coniugi cinesi, era stata perpetrata una rapina ad opera di sconosciuti, travisati con passamontagna armati di una pistola e di machete: i malviventi erano fuggiti portando via 5.000 euro in contanti.
Gli sconosciuti avevano agito con particolare efferatezza, legando ai polsi la figlia minore dei titolari e il padre che veniva anche picchiato selvaggiamente, tanto che in seguito alle percosse subite dovrà forse sottoporsi al trapianto di un rene. Dalle indagini, si è accertato che la rapina è stata commessa da sette banditi oltre a una donna, Zhou Xiaorong che l'ha preparata. Otto persone in tutto, delle quali due armate di coltello tipo "machete" ed una armata di pistola di tipo semiautomatico.
Attraverso l'analisi dei filmati del sistema di video-sorveglianza interna al negozio, dalla testimonianza resa da un testimone, nonché attraverso ulteriori attività tecniche, si sono accertati gravi elementi di colpevolezza a carico dei cittadini cinesi Zhou Xiaorong, detta "Xiao Li " e "Anna", Lin Haihang, Xue Xiao, detto "A long", e Shi Wen, detto "Yang Jing" o "Occhiali". Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, la stessa sera della rapina, Zhou Xiaorong dapprima effettuò una "ricognizione", suddivisa in due fasi, all'interno del negozio, dando poi il "via libera" agli altri complici. Durante la rapina, la donna attese al di fuori del locale, appostandosi alla fine della strada e ricongiungendosi al gruppo dopo il colpo.
Il 6 novembre del 2010, infatti, in via Primaticcio angolo via di Saliceto a Bologna, i militari del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri avevano arrestato Biao Ten Zhi, fermato poco prima da due coraggiosi passanti di origine rumena, regolarmente residenti in Italia, che lo avevano seguito, dopo averlo visto sfilarsi un passamontagna dal volto, mentre usciva da un laboratorio tessile nella vicina via Jacopo di Paolo, ove era stata appena consumata la rapina. L'arrestato veniva trovato in possesso di un passamontagna, di un "machete" di rilevanti dimensioni con tracce di sangue e di un paio di guanti bianchi e grigi, anch'essi macchiati di sangue.
Si scopriva che pochi minuti prima, proprio in via Jacopo di Paolo 18, nel laboratorio tessile "H L First Fashion", di cui sono titolari due coniugi cinesi, era stata perpetrata una rapina ad opera di sconosciuti, travisati con passamontagna armati di una pistola e di machete: i malviventi erano fuggiti portando via 5.000 euro in contanti.
Gli sconosciuti avevano agito con particolare efferatezza, legando ai polsi la figlia minore dei titolari e il padre che veniva anche picchiato selvaggiamente, tanto che in seguito alle percosse subite dovrà forse sottoporsi al trapianto di un rene. Dalle indagini, si è accertato che la rapina è stata commessa da sette banditi oltre a una donna, Zhou Xiaorong che l'ha preparata. Otto persone in tutto, delle quali due armate di coltello tipo "machete" ed una armata di pistola di tipo semiautomatico.
Attraverso l'analisi dei filmati del sistema di video-sorveglianza interna al negozio, dalla testimonianza resa da un testimone, nonché attraverso ulteriori attività tecniche, si sono accertati gravi elementi di colpevolezza a carico dei cittadini cinesi Zhou Xiaorong, detta "Xiao Li " e "Anna", Lin Haihang, Xue Xiao, detto "A long", e Shi Wen, detto "Yang Jing" o "Occhiali". Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, la stessa sera della rapina, Zhou Xiaorong dapprima effettuò una "ricognizione", suddivisa in due fasi, all'interno del negozio, dando poi il "via libera" agli altri complici. Durante la rapina, la donna attese al di fuori del locale, appostandosi alla fine della strada e ricongiungendosi al gruppo dopo il colpo.
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