Sicurezza
Il Bisenzio in cinquanta scatti
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Una delle foto sul Bisenzio in mostra a palazzo Buonamici A palazzo Buonamici una mostra e un libro sul fiume
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PRATO. Una mostra fotografica in cinquanta scatti che documenta i luoghi più interessanti attraversati dal fiume Bisenzio lungo un percorso che si dipana tra Luogomano e i Renai di Signa. Ma non solo. Anche una pubblicazione e un video che raccontano la storia di un corso d'acqua che caratterizza un intero territorio. Ieri mattina è stata presentata l'iniziativa "Bisenzio, fiume di vita e di lavoro"; presenti insieme ad Alessio Beltrame, assessore alle Aree protette della Provincia, Fabrizio Nucci, direttore Nte che ha curato il progetto editoriale e il fotografo DavideBischeri. «"Un allestimento fotografico, un libro e un video: il progetto "Bisenzio, fiume di vita e di lavoro" si sviluppa attraverso tre diverse modalità espressive per raccontare non solo un ambiente naturalistico pregevole, ma la storia di un corso d'acqua che ha contribuito allo sviluppo di una civiltà antica - gli etruschi che si insediarono lungo le sue rive - e alla crescita economica e industriale di un distretto come quello pratese» ha sottolineato Beltrame. Mentre la mostra fotografica inaugurata ieri mattina sarà visitabile fino al 6 maggio negli spazi al piano terreno di palazzo Buonamici, domani alle 18, sarà possibile partecipare alla presentazione dell'omonima e fortunata pubblicazione, edita da Nte con il sostegno di Publiacqua e il patrocinio della Provincia, realizzata da Giuseppe Centauro, Lisa Ciardi, Fiorenzo Gei, Giuseppe Guanci e Roberto Tazioli. «Tutto il progetto è frutto di un lavoro iniziato oltre due anni fa, ed è stato portato avanti in simbiosi da un gruppo di ricercatori che condividono passione e affetto per questo fiume - ha ricordato Nucci - Ognuno ha saputo declinare secondo le proprie peculiarità i 46 chilometri lungo i quali si snoda il Bisenzio». E' il fotografo fiorentino Davide Bischeri a ritrarre in maniera spettacolare e realistica i luoghi più interessanti attraversati dal fiume; l'obbiettivo si sofferma innanzitutto sulle luci, le forme e i colori di un ambiente prepotentemente abitato, ma che allo stesso tempo ha saputo conservare alcune "enclaves" naturalistiche di rara bellezza, popolate da alberi, fiori e animali a cui il fiume ha fornito l'habitat ideale. L'allestimento non celebra però solo magnificenza della natura. Se da un lato le foto evocano la bellezza senza tempo dei boschi, la magia delle radure, la poesia dei campi coltivati, dall'altro colgono i segni dell'industrializzazione del territorio, rispetto alla quale il Bisenzio ha svolto un ruolo centrale, facendosi "benzina" per i mulini e le gualchiere disseminati sulle sue rive.
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