Il Tirreno

Prato

Bilancio, il "tesoretto" crea fibrillazione

Alessandro Giugni
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Alessandro Giugni

Cinque milioni d'avanzo di amministrazione, ma poche risposte a famiglie e imprese

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 PRATO. Bilancio consuntivo in Comune: non piace all'opposizione Pd, ma nemmeno a Fli. Ieri però, il documento che oggi passerà il vaglio del consiglio comunal, è stato approvato a maggioranza.  E' stato l'assessore al Bilancio Adriano Ballerini - presenti i sindaci revisori - a presentare i numeri alla commissione 2. Ha confermato l'avanzo di amministrazione di 4 milioni 900mila euro annunciato in sede di presentazione delle linee della manovra di previsione. Si tratta di partite residue per il 50% provenienti dagli investimenti e per l'altro 50% da parte corrente. Un "tesoretto" la cui emersione, però, ha creato qualche malumore. Manifesto tra le opposizioni, sotterraneo tra alcuni consiglieri della maggioranza. La critica è semplice: da un anno si brandisce come un'arma la ristrettezza economica del Comune, si praticano tagli orizzonatali ai settori del 25%, i programmi vanno a rilento perché i soldi mancano e all'improvviso spuntano 5 milioni. Esplicita Cristina Sanzò, consigliera Pd: «Di fronte ai pressanti bisogni di famiglie e imprese il Comune ha mancato le risposte affermando la necessità del risparmio. La città ristagna, gli investimenti latitano. C'è bisogno di un'assunzione di responsabilità». Duro anche Riccardo Bini di Fli: «Questo è un consuntivo che dimostra che poco si è fatto. Bene la cautela ma è urgente mettere in campo una strategia di investimenti». Per la Lega l'avanzo è una buona notizia ma il consiglio è quello di spenderlo. Appoggio totale dell'Udc alla manovra. E' il presidente della commissione Bilancio, il Pdl Alessandro Giugni a buttare acqua sul fuoco: «Di tensioni in commissione non ce ne sono state. La richiesta di chiarimenti semmai è da inquadrare nell'esigenza dei commissari di approfondire la materia». Come verranno utilizzati i 5 milioni si sa già: i due milioni e mezzi d'avanzo sul capitolo degli investimenti torneranno in parte capitale. Gli altri saranno destinati alla creazione di fondi: per la svalutazioen crediti e per i debiti fuori bilancio. Restano però i dubbi sulla capacità di investimento dell'ente. Dal consuntivo risulta un meno 64% (su 64 milioni previsti ne sono stati investiti 23) con la necessità, però, di accendere mutui per 5 milioni a causa della mancata alienazione di beni. Sulla carta si sarebbero dovuti vendere immobili per quasi 14 milioni. Ne sono stati ceduti per 1 milione e 900mila.

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