Il Tirreno

Prato

Anche i precari scoprono i sussidi

Maria Lardara
Operaio tessile al lavoro in una rifinizione
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Operaio tessile al lavoro in una rifinizione

Mobilità in deroga anche per chi ha un contratto a tempo determinato

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 PRATO. Mobilità è una parolina "magica" che non conoscevano nemmeno. Non potevano, perché finora quel sussidio spettava solo ai "fortunati" con un contratto a tempo indeterminato e non ai "precari". Il loro era comunque un rapporto di lavoro subordinato, a termine o in somministrazione, contratto cioè con un'agenzia di lavoro. Ora anche il mondo del precariato potrà avere un sostegno.  Qualche numero la dice lunga su questa galassia del precariato a Prato: basti pensare che nel terzo trimestre 2010 il tempo determinato aveva raddoppiato i contratti rispetto al 2009. Ben 4.000 su 10.000 complessivi, secondo i dati dell'osservatorio provinciale sul lavoro. Fra loro c'è qualcuno che magari in questi ultimi mesi ha avuto il benservito dall'azienda per cui lavorava. L'unica consolazione che rimaneva era quella di chiedere la disoccupazione ordinaria all'Inps. Ora forse potrà ottenere di più. Se rientrerà nelle maglie dell'accordo per la mobilità in deroga firmato dalla Regione Toscana, la procedura che scatterà dal prossimo 1º maggio.  Nella festa consacrata a tutti i lavoratori, si porta così a battesimo una conquista fondamentale dal punto di vista sindacale, forse unica nel panorama nazionale. Intanto perché lo status di lavoratore in mobilità dà una corsia preferenziale al disoccupato che cerca di ricollocarsi sul mercato del lavoro. E a Prato, complici i picchi discontinui di produzione tessile, il ricorso ai contratti in somministrazione è una pratica in aumento. Questa mobilità in deroga non è piovuta all'improvvisa dal cielo: è inserita nell'intesa per rifinanziare la cassa integrazione in deroga in Toscana nel biennio 2011-12, concertata insieme alle associazioni di categoria e ai sindacati.  E a gestire tutto, compresa la mobilità in deroga, penserà la Regione che ci butta le risorse, complessivamente aumentate del 10% rispetto al 2010 per il sostegno al reddito. «Per richiedere la mobilità in deroga - spiega l'assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini - ci si potrà recare al Centro per l'impiego di competenza. Con questo strumento abbiamo voluto così allargare le maglie degli interventi di sostegno al reddito per i lavoratori licenziati. La realtà pratese si giova di una situazione migliore sul fronte degli ammortizzatori sociali grazie ai 25 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per finanziare interventi che in sostanza hanno anticipato il nuovo strumento della mobilità in deroga».  A chi spetta. Apprendisti licenziati, lavoratori licenziati che abbiano maturato il diritto alla pensione nei 12 mesi successivi, ex dipendenti a tempo determinato o assunti con contratti di somministrazione. «E' bene specificare che si sta parlando di rapporti di lavoro subordinato, con un'anzianità lavorativa di almeno 12 mesi», puntualizza Massimiliano Brezzo, segretario Filctel-Cgil che si è addentrato fra le pieghe dell'accordo. Il trattamento d'indennità sarà corrisposto per 4 mesi nel caso di ex interinali, lavoratori a termine o apprendisti, e fino a un massimo di 12 mesi nel caso si debba attivare una mobilità per accompagnare l'ingresso alla pensione. Purtroppo il variegato universo dei collaboratori a progetto e co.co.co (tipologie di contratti che nel 2010 sono cresciuti del 38%) non è contemplato dalla nuova misura. «A pochi giorni dall'accordo - fa sapere Ingrid Grasso di Felsa-Cisl - alcuni lavoratori sono passati dal sindacato a chiedere informazioni. A Prato forse gli interinali dell'Inps con contratto scaduto potrebbero accedere alla mobilità in deroga».  Cig in deroga, più trasparenza. Volano le domande di cassa integrazione in deroga autorizzate dalla Regione: il grosso su 21.076 richieste complessive tra il 4 maggio 2009 e il 19 aprile 2011 proviene dalla provincia di Prato, quasi il 30% sul totale. Dal 1º maggio le aziende utilizzatrici dovranno dimostrare di aver consumato almeno il 50% di ore per cui viene richiesta la cig in deroga. «Questa è una misura che interessa in particolar modo le aziende del distretto pratese che ricorrono in modo consistente a questo strumento», fa notare Brezzo. Un meccanismo di controllo necessario secondo l'assessore Simoncini: «Ci siamo accorti di aver immobilizzato in passato risorse superflue: solo per periodi superiori a 15 giorni d'ora in poi potremo attivare la cig in deroga».

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