Proteste
Si uccide la notte di Pasqua
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Il luogo dove è stato trovato impiccato il giovane Il venticinquenne lo scorso anno aveva recitato in uno spettacolo del Ceis
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PRATO. Se ne è andato in silenzio, nella notte tra domenica e lunedì, percorrendo a piedi la salita di via Guido Bisori ai Celestini. Ha scelto un salice al quale appendere la corda, è salito sulla bassa recinzione che cinge la statua di Michele da Prato, si è stretta la corda al collo e poi si è lasciato andare. E' morto così un giovane pratese di 25 anni. Sembra che non abbia lasciato alcuna spiegazione del suo gesto. Ad avvisare la polizia della presenza del corpo senza vita del giovane, che abitava poco lontano da dove si è ucciso, sono state alcune persone che percorrevano la vicina via di Filettole intorno alle 11. Dopo il primo sopralluogo di una Volante e poi sopraggiunta anche la squadra della polizia scientifica. Il sostituto procuratore Laura Canovai ha autorizzato la rimozione della salma che poi è stata trasferita all'istituto di medicina legale a bordo di un furgone funebre della Croce d'oro. Il venticinquenne in passato era stato seguito dal Ceis, il centro per l'educazione e l'inclusione sociale, che si occupa anche di problemi legati alla tossicodipendenza. Lo scorso anno insieme ad altri giovani aveva preso parte allo spettacolo "Provvisorio-Trilogia del silenzio" messo in scena da Alessandro Fantechi ed Elena Turchi. Un'iniziativa sostenuta anche dalla Provincia e che il presidente del Centro di solidarietà di Prato, don Silvano Vannucchi, aveva definito «una grande scommessa vinta da questi attori che hanno superato la paura di mostrarsi in pubblico e hanno avuto il coraggio di sfatare la paura del "diverso"». Ma non tutte le paure erano state vinte. Quella principale, quella di vivere, il giovane non l'aveva vinta. L'altra sera ha preso il suo scooter, l'ha lasciato fuori dal cancello che immette nella parte alta di via Bisori e, forse osservando i vari tabernacoli che segnalano le stazioni della Via Crucis lungo la strada, è arrivato dove c'è la statua di Michele da Prato, il figlio di Stefano Dagomari, che portò a Prato la cintola della Madonna. Ha posato il casco. E poi, intorno al collo, si è stretto un pezzo di una cintura di sicurezza di un'auto. Il resto è buio, silenzio. G.C.
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