Il Tirreno

Prato

Indagini sempre aperte sulla prostituta uccisa nel 2008 a Montecatini

Isabel, la pista della donna killer

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 MONTECATINI. Le ultime speranze sono riposte nelle analisi di laboratorio. Quello che gli inquirenti si aspettano da microscopi e provette, se fornite dei giusti elementi da mettere sotto la lente, è un possibile aggancio capace di condurli a circoscrivere almeno una rosa di nomi per dare un'identità all'assassinio di Isabel Cristina Macarthy, la prostituta brasiliana di 47 anni uccisa a coltellate nella sua abitazione in viale Marconi 66 il pomeriggio del 19 aprile 2008.  È un "Cold case", un caso freddo secondo la dizione scientifica delle fiction Usa quando dopo un lungo periodo di tempo un omicidio resta irrisolto. Ma per la questura non è un caso chiuso.  Coordinate dal sostituto procuratore, Francesco Sottosanti e dirette dal capo della squadra mobile, Antonio Fusco, le indagini sulla morte di Isabel non sono archiviate.  Test dna per 200. In questura sono passati circa 200 uomini, tutti clienti della squillo brasiliana. Nessuno si è sottratto al test del dna. Una prima trance di una trentina di persone era già stata verificata nei giorni successivi al fatto di sangue.  Donna assassina? Abbandonato il terreno del cliente killer, la polizia ha preso in esame l'ipotesi che a uccidere Isabel potrebbe essere stata una donna. Un delitto maturato nell'ambiente della prostituzione e alimentato da invidie e interessi economici, quelli che muovono i protagonisti del sesso a pagamento e il sottobosco che vi gravita attorno.  Nella cassetta di sicurezza intestata alla squillo gli agenti trovarono circa 70mila euro che vennero inviati al figlio in Brasile. Anche se non più giovanissima la donna aveva un suo giro consolidato che le faceva fare la pendolare in treno da Prato, dove viveva, a Montecatini, dove aveva intenzione di stabilirsi in modo definitivo.

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