Il Tirreno

Prato

«Infrastrutture, Prato è penalizzata»

Riccardo Matteini dell’Unione industriale pratese
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Riccardo Matteini dell’Unione industriale pratese

Gli industriali polemizzano su energie e collegamenti viari e ferroviari

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 PRATO. C'era anche l'Unione Industriale pratese all'incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Firenze in Confindustria Toscana, con la partecipazione della presidente Emma Marcegaglia e del presidente nazionale della piccola industria Vincenzo Boccia. Il tema dell'incontro fiorentino, "Infrastrutture, ambiente ed energia", era particolarmente stimolante. La dotazione infrastrutturale della Toscana, secondo una recentissima elaborazione del Sole 24 Ore su dati dell'Istituto Tagliacarne, è solo di pochissimo superiore alla media italiana delle regioni a statuto ordinario. Assegnando alla media l'indice 100, la Toscana è a 105,2, ben lontana dalla capofila Lazio che è a 162. Nettamente peggiore la prestazione a livello provinciale, con Prato che (fatta sempre 100 la media nazionale) si colloca a quota 82,3, ben misera rispetto al 249,7 di Varese, al 224,5 di Roma e perfino al 180,7 di Firenze. «Quello delle infrastrutture è un tema strategico, sul quale non a caso l'Unione si sta spendendo intensamente non da ora. - commenta il presidente Marini - Prato è pesantemente penalizzata: per questo è importante che le istituzioni siano costantemente sensibilizzate e stimolate ad offrire tutti gli strumenti e le condizioni per colmare un gap che mina la competitività del nostro sistema economico». «Le posizioni dell'Unione rappresentano una conferma delle linee strategiche da sempre proprie dell'associazione - aggiunge il vicepresidente Matteini - Oltre che su trasporti e viabilità, ci siamo soffermati sui problemi dei rifiuti e dell'energia. Sui rifiuti abbiamo ribadito l'allarme sia sulla necessità di adottare soluzioni efficaci per lo smaltimento sia sull'onerosità del servizio. Le iniziative in via di realizzazione non ci lasciano tranquilli, in quanto non del tutto risolutive. Per il capitolo energia, abbiamo nuovamente sottolineato come i recenti cambiamenti in merito alle agevolazioni a favore delle energie rinnovabili abbiano generato un clima di incertezza». «E' iniquo - sottolinea Matteini - che una impresa piccola o media abbia oneri energetici dell'8%-10% in più rispetto ad una grande perché quest'ultima ha accise ridotte al minimo, e che entrare a far parte di consorzi consenta di evitare questa penalizzazione».

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