Il Tirreno

Prato

IL CASO MONTAGNOLO

Alessandro Assirelli

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IL CASO MONTAGNOLO Fa ridere pensare che il Pdl non conosca Casapound  Ringrazio per l'attenzione riservata alla goliardica chiamata al brindisi in occasione dell'anniversario della morte di Hitler, che peraltro non è proprio farina del mio sacco (ho solo creato l'evento su Facebook, ma lo spunto mi è venuto da quanto mi ha scritto un amico), ma vorrei fare una piccola precisazione. Nell'articolo si dice che sono stato l'autore della "diffusione massiccia del contenuto della bacheca di Montagnolo": in realtà, tutto è nato dal fatto che venerdì ho pubblicato uno "status" sulla mia bacheca chiedendo cosa ne pensasse il vicesindaco Borchi delle frasi di Montagnolo non tanto perché "indignato" da queste frasi, quanto perché avevo ancora in mente la reazione indignata del vicesindaco ad un intervento durante l'iniziativa sulla partecipazione risalente ad oltre un anno fa, che tirava in ballo - non mi ricordo nemmeno come - il popolo ebraico. Nella discussione successiva, ho poi riportato altre frasi risalenti al 2009. Parlare di "diffusione massiccia" mi sembra eccessivo. E più che a Montagnolo, la mia"critica" era rivolta alla maggioranza di centrodestra.  Le affermazioni di Montagnolo, infatti, non mi meravigliano, né mi scandalizzano - al limite ci ironizzo sopra. Altrettanta ironia, ma più cattiva, sarebbe da utilizzare nei confronti di Mazzoni che da coordinatore provinciale del Pdl avrebbe dovuto sapere bene cosa circola in CasaPound al momento che si sottoscriveva l'accordo elettorale. E come non sorridere di fronte ad un Andrea Priolo che, pur avendo quali citazioni preferite "Boia chi molla" e "Meglio un giorno da leone che cento da pecora", espelle dal gruppo consiliare il sicuramente più sincero Montagnolo.  Ancor più ridicolo, lo scambio di battute tra lo stesso Priolo e l'assessore Silli, sempre su Facebook. Mi si racconta infatti che l'assessore abbia chiestu lumi su chi fosse "quello espulso" e Priolo abbia risposto "Uno che come al solito era stato candidato senza prendere informazioni corrette". Ma come? "Era stato candidato senza prendere informazioni corrette"? C'è da meravigliarsi che proprio l'assessore non avesse informazioni su chi il partito inseriva nelle liste di candidati, visto che ai tempi ricopriva la carica di coordinatore comunale del Pdl. Quindi, anche lui come Mazzoni, all'oscuro di chi fossero gli esponenti di CasaPound, e le posizioni espresse da questa associazione, quando - stante le ricostruzioni - lo stesso PDL è andato a bussare alla loro porta? Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da morire dal ridere!  Giusto un'ultima domanda - e riflessione: ma il sindaco, che ai suoi tempi incassò senza batter ciglio l'appoggio di CasaPound, che ne pensa? Lanfranco Nosi IL SONDAGGIO Assenti illustri tra i pratesi dei 150 anni  Ho scorso con interesse l'elenco dei pratesi più meritevoli che in questi 150 anni di Unità italiana, si sono distinti nei vari ruoli che la vita riserva ad ognuno, nell'iniziativa promossa su internet dal Comune. Secondo il mio pensiero ne mancano molti e qualcuno è citato a sproposito pertanto elenco gli assenti:  Antonio Angiolini, parlamentare che ottenne l'approvazione del progetto ferroviario noto come Direttissima.  Felice Biglia, sindaco di Prato e salvatore del Palazzo Pretorio.  Giulio Braga, sindacalista.  Antonio Bruni, il primo italiano fondatore di una Biblioteca popolare.  Dario Barni, unico partigiano pratese raffigurato con un monumento ed inserito negli elenchi del Palazzo della Ragione a Milano.  Camillo Dami, fondatore della Pubblica Assistenza.  Alessandro Franchi, pittore di fama internazionale.  Zelindo Mannelli, fondatore della Croce d'Oro. Giuseppe Marchini, critico d'arte di grande valore.  Guido Nincheri, Architetto e pittore noto in tutto il mondo sopratutto per le vetrate di cattedrali in Canada e in America.  Aldo Petri, il più grande ed appassionato bibliofilo sempre a servizio della sua Prato, fondatore del gruppo dei Bibliofili.  Tra i candidati non comprendo la proposta di Montalvo Casini, Giustino Durano, Roberto Castellani e Agostino Ammannati; degnissime persone, meritevoli del più profondo rispetto, da me conosciuti personalmente. Ma in questo contesto loro per primi si sentirebbero a disagio.

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