Gioco
Costituzione sotto attacco e nostalgici del fascismo L'Anpi pronta a mobilitarsi
Giovanni Ciattini
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A destra alcune immagini delle iniziative del 25 aprile In piazza ieri mattina solo bandiere del centrosinistra per celebrare il 66º anniversario della Liberazione
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PRATO. L'appello del sindaco Roberto Cenni, lanciato ieri mattina in piazza del Comune, ad una unità cittadina per uscire dalla crisi economica, paragonata a quella del dopoguerra che permise all'Italia di festeggiare, insieme alla fine della dittatura nazifascista, la ritrovata democrazia e la conquistata forma repubblicana, chissà se mai verrà raccolto. Di certo la città che ieri mattina ha celebrato la festa del 25 aprile scendendo in piazza con bandiere e striscioni, almeno sulla condivisione di quei valori democratici a cui ha fatto diffusamente riferimento il presidente dell'Anpi pratese, Ennio Saccenti, si è dimostrata spaccata in due. Una parte si è mobilitata, un'altra è rimasta estranea, indifferente, come se la liberazione dall'occupazione tedesca non fosse un qualcosa da tener ben vivo nella memoria. Ed ecco che in piazza Santa Maria delle Carceri sventolavano le bandiere tricolori del Partito democratico e dell'Associazione nazionale partigiani, quelle rosse di Rifondazione comunista e dello Spi Cgil, quelle arancioni dei Giovani democratici, quelle bianche dell'Italia dei Valori, quelle biancorosse di Sinistra ecologia libertà. Una fetta importante dell'Italia ma non tutta. Le bandiere del Pdl, della Lega e dell'Udc sono rimaste a casa. C'erano invece i giovani della Federazione della sinistra che hanno colto l'occasione per rendere omaggio alla figura del pacifista Vittorio Arrigoni ucciso nei giorni scorsi a Gaza da estremisti palestinesi: lo striscione "Vik, vive e lotta insieme a noi" è rimasto esposto per l'intera cerimonia al parapetto del Castello. Tante gente ad osservare il cerimoniale (alzabandiera, deposizione della corona d'alloro al monumenti ai Caduti, gli onori al gonfalone di Prato, e al prefetto Federico) e molti ad intonare, alla conclusione, "Bella ciao" suonata dalla filarmonica Benelli. A conclusione del cerimoniale il corteo si è trasferito in piazza del Comune dove Ennio Saccenti, presidente provinciale dell'Anpi, ha pronunciato un'orazione civile. Chi conosce Saccenti sa di che pasta è fatto e le sue parole non sono mai banali né retoriche. Anche stavolta Saccenti ha voluto porre l'accento sulla nostra Costituzione, "pietra miliare della vita democratica", «una carta costituzionale - ha detto Saccenti - che deve difendersi da continui tentativi di smantellamento». Saccenti ha poi voluto ricordare «il gesto ignobile» del giovane consigliere Pdl, Renato Montagnolo, che ha inneggiato ad Hitler, ringraziando il coordinatore provinciale Riccardo Mazzoni per l'immediata condanna. Ma gli attacchi, come ha ribadito Saccenti, arrivano da più parti: «c'è chi chiede l'abolizione la norma costituzionale che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Ma noi siamo pronti ad una mobilitazione popolare per opporci». A seguire il saluto del sindaco Cenni che, come accennavamo, ha auspicato uno spirito cittadino d'unità sotto il segno, se non di alcuni dei valori fondanti della Costituzione, almeno del rilancio del lavoro. Dimenticando, forse, che c'è un deputato Pdl che ha proposto di modificare anche l'articolo 1 della Costituzione. Quello che appunto recita: "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".
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