Sicurezza
Volano in Cina i soldi della lucciola
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Scoperta una casa di appuntamenti in via StrozziLa polizia scopre una casa di appuntamenti in via Strozzi
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PRATO. La prostituzione in Italia, specialmente se praticata tra le quattro mura, non è un reato. Per questo il controllo effettuato mercoledì dalla polizia in un appartamento di via Strozzi si è concluso con la denuncia di una cinese per il reato di clandestinità. I poliziotti in realtà sono andati a verificare la segnalazione di un via vai sospetto di uomini intorno all'appartamento e hanno scoperto che si trattava di una casa di appuntamenti. All'interno è stata trovata una cinese di 48 anni che ha accolto gli agenti (c'era anche una pattuglia mista composta da una poliziotta e dai militari della Folgore) in un abbigliamento molto succinto che non lasciava spazio all'immaginazione. In casa i poliziotti hanno trovato una grande quantità di preservativi e un paio di telefoni cellulari che hanno squillato più volte. Rispondendo a una chiamata, un poliziotto ha parlato con un cliente della prostituta che voleva fissare un appuntamento. Come detto, però, la prostituzione non è un reato e così alla quarantottenne cinese è stata contestata la mancanza del permesso di soggiorno, con relativa denuncia a piede libero. Secondo quanto accertato durante la perquisizione, la donna era già riuscita a mettere qualche risparmio da parte, ma sul posto non sono stati trovati contanti. I soldi, 9.500 euro, erano già stati spediti in Cina tramite il canale dei money transfer. Sono in corso accertamenti sulla proprietà dell'appartamento di via Strozzi e sull'eventuale contratto di affitto.
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