Il dolore
Le rivelazioni di un professionista: percorsi illegali per ottenere il permesso di soggiorno
Quattromila euro per una firma
Paolo Nencioni
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Una vera badante In giro ce ne sono di false Ecco come funziona il mercato delle false dichiarazioni per le colf
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PRATO. «Un bel giorno viene da me un conoscente cinese e mi propone di firmare una falsa dichiarazione di assunzione per la sorella clandestina. Mi promette duemila euro, poi quattromila. Io rifiuto, ma poi ho saputo che la dichiarazione se l'è fatta fare da un altro per duemila euro, e che la sorella ha avuto effettivamente il permesso di soggiorno». Ecco come funziona il mercato delle carte false nella sanatoria per colf e badanti, di cui ci siamo occupati ieri riferendo dei tanti fascicoli aperti dalla Procura nei confronti dei garanti, italiani e stranieri, che hanno firmato, a pagamento, dichiarazioni di assunzione per altrettanti clandestini che in molti casi non hanno mai visto. A spiegare il meccanismo delle false dichiarazioni è un professionista che chiede di rimanere anonimo. «Era il tardo autunno del 2009 - racconta il professionista - quando venne da me un conoscente cinese a propormi l'affare. Mi prometteva 2.000 euro in contanti se avessi firmato una falsa dichiarazione a favore della sorella, che era clandestina e doveva figurare come assunta in qualità di colf. Io gli dissi che non potevo, ma siccome lui non parla molto bene l'italiano forse capì che volevo tirare sul prezzo e così mi offrì il doppio, 4.000 euro. Finalmente riuscii a fargli capire che gli avrei fatto qualsiasi favore, ma non poteva chiedermi qualcosa di illegale. Qualche giorno dopo tornò da me per fare le fotocopie di certi documenti e scoprii che la dichiarazione se l'era fatta fare da una persona residente in un'altra regione. Era contento, perché gli era costata duemila euro, mentre pare che il prezzo corrente fosse effettivamente il doppio». Sono i mesi immediatamente successivi al termine fissato dal governo per la sanatoria di colf e badanti. A Prato hanno presentato domanda oltre 1.700 persone e fin dall'inizio si capisce che c'è qualcosa che non va. Moltissimi cinesi si candidano a lavorare come badanti, cosa inedita in città, ma sono molti anche gli albanesi, i marocchini, i pachistani che scoprono improvvisamente una vocazione da colf. In silenzio si sviluppa un lucroso mercato delle false dichiarazioni e qualcuno si arricchisce semplicemente facendo una firma. Dieci firme possono valere lo stipendio di un anno, poi si vedrà, il reato non è punito in maniera particolarmente severa. Non sempre l'imbroglio viene scoperto. «Sei mesi dopo la proposta del cinese - racconta infatti la nostra fonte - ho saputo che la sorella aveva effettivamente ottenuto il permesso di soggiorno». Molti altri invece hanno perso i soldi e il permesso.
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