Il Tirreno

Prato

L’assessore Caverni: «Il magazzino di via delle Fonti è una vendita al dettaglio mascherata da ingrosso»

Stefan, pugno di ferro del Comune

Stefan, pugno di ferro del Comune

Imposta la chiusura entro un mese e una multa di 500mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Pugno di ferro del Comune nei confronti di Stefan Cash&Carry di via delle Fonti. L'assessore Roberto Caverni ha firmato due ordinanze in seguito ad un nuovo accertamento dei vigili. Il Comune ordina la chiusura di Stefan Cash&Carry entro un mese e impone una multa di 500mila euro. Contestato ancora una volta il perdurare della vendita al dettaglio camuffata da ingrosso, oltre a vari abusi edilizi.  In seguito all'ennesimo accertamento effettuato dalla Polizia municipale è stata appurata ancora una volta un'attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari camuffata da vendita all'ingrosso, come già contestato dal Comune nel 2009 e nel 2010: in pratica attraverso il tesseramento all'interno dell'esercizio commerciale stesso, i clienti utilizzano la partita Iva della Cooperativa Nuova Lira, risultandone soci. I regolari possessori di partita Iva che effettuano gli acquisti sono circa il 10% rispetto ai tesserati, che sarebbero ormai arrivati a quota 70mila.  Oltre che rispetto alle normative commerciali sono state poi riscontrate numerose difformità anche in relazione al Regolamento edilizio per opere eseguite senza le necessarie autorizzazioni, con cambio della destinazione d'uso nell'edificio che ricade in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico.  Da qui le due ordinanze emesse ieri dall'assessorato alle Attività produttive, guidato da Roberto Caverni: «Dispiace dover far ricorso a questi strumenti e a queste estreme conseguenze per ottenere il rispetto delle regole e delle normative vigenti - afferma l'assessore Caverni - Non possiamo però accettare che un'attività di vendita al dettaglio sia mascherata da ingrosso, sfruttando i vantaggi dell'una e dell'altro a seconda dei casi, come l'apertura ogni domenica, che un capannone industriale sia stato adibito a commerciale senza alcuna autorizzazione e che siano stati commessi vari abusi edilizi». Le ordinanze sono l'ultimo atto di una lunga battaglia legale che dal 2009 vede contrapposti il cash&carry Stefan e il Comune: la prima ordinanza di chiusura risale esattamente a due anni fa, con il conseguente ricorso al Tar di Stefan. Il giudice amministrativo respinse la richiesta cautelare avanzata contestualmente al ricorso dall'azienda evidenziando «che le modalità con le quali viene svolta l'attività, attraverso l'immediata affiliazione dei clienti alla Cooperativa Nuova Lira, posta in essere all'interno dell'esercizio, si rivelano palesemente elusive del divieto di vendita al dettaglio». Nonostante ciò, l'atto impugnato è rimasto ineseguito, e pertanto il Comune di Prato ha dovuto intimare alla Stefan formale diffida ad adempiere all'ordine di chiusura.  La diffida è stata impugnata con nuovo ricorso, e con un nuovo respingimento della misura cautelare, e successivamente la Polizia municipale ha eseguito il provvedimento di chiusura coattiva con l'affissione sulle vetrate interne dell'atto, l'apposizione di transenne nei pressi dell'ingresso principale per impedire l'accesso a nuovi consumatori e di sigilli sulla porta principale lasciando, lasciando libero un accesso per assicurare l'attività di commercio all'ingrosso. Il legale rappresentante della società è stato nominato custode dei sigilli, mentre, al contempo, la Polizia Municipale garantiva il presidio per alcune ore, consentendo l'accesso all'esercizio soltanto ai possessori di partita Iva.  Ma le misure adottate si sono rivelate del tutto inefficaci, perché la società, cessato il presidio della Polizia, ha oscurato mediante pubblicità dell'impresa "Stefan" i cartelli riportanti i sigilli ed ha utilizzato l'accesso lasciato libero per l'attività di ingrosso, per far passare i consumatori proseguendo, così, nella vendita al dettaglio della merce.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze