La manifestazione
La super truffa torna a Pistoia
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Laula dudienza di un tribunale Ping pong tra tribunali per fatti commessi nel 2002
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PRATO. Nei giorni in cui ci si scontra sul cosiddetto "processo breve" o sulla prescrizione breve come bisognerebbe chiamarla, sarà lungo, fin troppo lungo il processo nei confronti di quattro promotori finanziari accusati di aver truffato complessivamente un milione di euro a 75 risparmiatori tra Prato e Pistoia proponendo investimenti che poi si sono rivelati carta straccia. I fatti per cui si procede risalgono al periodo compreso tra il 2002 e il 2005, ma l'inchiesta, iniziata a Pistoia, è stata avocata dalla Procura generale presso la Corte d'appello di Firenze, è finita a Prato e, storia di ieri, tornerà a Pistoia per competenza territoriale. Nel frattempo sono passati già molti anni e i truffati disperano di rivedere mai i loro soldi. Ieri i quattro imputati (tra cui un pratese, una donna originaria di Taranto e un'americana) sono comparsi davanti al giudice per l'udienza preliminare di Prato che avrebbe dovuto decidere se rinviarli a giudizio, come chiedeva il pubblico ministero Alessandro Crini venuto apposta da Firenze, ma il gup, accogliendo la tesi dei difensori, tra cui Dante Innocenti e Cristina Menichetti, ha ritenuto che la competenza territoriale fosse del Tribunale di Pistoia, essendo ad Agliana la sede della società sotto inchiesta. Un approdo prevedibile, eppure si è perso altro tempo prezioso. Il procedimento, come detto, veniva già da un iter molto travagliato. Le indagini sono state fatte da un sostituto procuratore di Pistoia che nel frattempo è morto. Non vedendo risultati, una o più delle parti lese (attualmente solo in tre si sono costituiti parte civile), hanno chiesto e ottenuto che il fascicolo venisse avocato da Firenze. Gli atti sono dunque transitati nel capoluogo e la Procura fiorentina ha ritenuto che la competenza territoriale fosse di Prato. Per questo ieri il sostituto procuratore Alessandro Crini si è presentato davanti al gup, ma si è visto rispedire gli atti a Pistoia, in un rimpallo che inevitabilmente allunga i tempi e non dà risposte ai presunti truffati. Ora il processo ricomincerà davanti al giudice dell'udienza preliminare di Pistoia. L'accusa per i quattro imputati è di associazione a delinquere finalizzata alle truffe. Investimenti dai 10.000 agli 80.000 euro che secondo l'accusa venivano realizzati su società in stato fallimentare o addirittura inesistenti. P.N.
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