Il Tirreno

Prato

«E' un errore che ricade sulle spalle dei ragazzi»

Anche il dirigente scolastico Regoli anni fa venne assalito da un genitore

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 PRATO. Se i bulli sono i genitori, le vittime possono diventare i docenti e i presidi. Nel 2007 il dirigente scolastico Ivo Regoli, allora preside delle Lippi, fu protagonista di un episodio di aggressione da parte di un genitore di un'alunna. Il motivo del contenzioso tra la scuola e la famiglia era banale. Come banali spesso sono le ragioni che spingono i genitori a mettere in discussione l'operato della scuola per difendere i figli a tutti i costi. Perchè ormai- si sa- l'autorevolezza dell'istituzione scolastica non è più quella di una volta.  Alla luce dei nuovi episodi verificatesi in città, abbiamo commentato il fenomeno con il preside Regoli.  In tanti anni di dirigenza avrà senza dubbio constatato una perdita di autorevolezza delle scuole. Perché secondo lei le famiglie mettono sempre più in discussione l'operato degli insegnanti?  «La situazione nell'ultimo decennio è andata peggiorando. La scuola ha perso di autorevolezza nella società in genere e le famiglie ne sono lo specchio. Un tempo i genitori si fidavano, oggi con facilità mettono in discussione l'operato della scuola e la professionalità degli insegnanti. Ma così facendo danneggiano solo i ragazzi che si trovano tra due fuochi».  Anche lei è stato vittima dell'aggressione di un genitore in passato vero? «Sì, è successo quando ancora dirigevo le Lippi. E' stato un episodio spiacevole, ma isolato. Il movente era banale, basta poco per vedersi piombare i genitori in collera a scuola. E molti difendono sempre a spada tratta i figli».   E la scuola come si comporta. E' forse diventato inutile prendere provvedimenti disciplinari? «Inutile no. Diciamo che ci sono ragazzi che di fronte a un rapporto o a una nota traggono un insegnamento, altri che fanno spalluccia sicuri di trovare l'appoggio delle famiglie. Una cosa è certa, se un genitore aggredisce un docente o un preside per far valere le ragioni del figlio, il ragazzo non ci guadagna. Il genitore resta sempre un modello. E il danno è più grande quando i bambini sono in tenera età».  E alle superiori dove lei è preside adesso i genitori non vengono più a perorare le cause dei figli?  «Alle superiori la mediazione della famiglia è inferiore, ma i genitori vengono lo stesso a scuola e qualcuno pretende anche la promozione a tutti i costi. Anche la scuola purtroppo risente della mentalità "tutto e subito" che questa società ci trasmette». Miriam Monteleone

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