La manifestazione
L'Inps paga a singhiozzo
Ilenia Reali
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In attesa all’Inps provincialeLavoratori Draplane, 800 euro di cassa integrazione in 4 mesi
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PRATO. Meglio sporchi pochi e subito. Si dice quando uno deve accontentarsi di riscuotere qualcosa in meno di quanto gli spetterebbe. Un detto che non può essere applicato alla cassa integrazione. Che pochi sono ma subito è un autentica chimera. Lo sanno bene coloro che hanno dovuto far ricorso a un ammortizzatore sociale. Le lamentele che arrivano ai sindacati e al giornale di coloro che riscuotono la cassa integrazione a singhiozzo sono moltissime. Tante perché a Prato cassa integrazione e mobilità investe migliaia di lavoratori ma tante anche perchè l'iter burocratico spesso si inceppa. E lavoratori di intere aziende aspettano quei pochi - ma preziosissimi - soldi. E' il caso dei lavoratori della Draplane, il lanificio un tempo proprietario della famiglia Bellucci che dopo la vendita avvenuta qualche anno fa ha avuto un inarrestabile declino, fino al fallimento avvenuto esattamente un anno fa. Oggi è il primo compleanno della Draplane fallita ma è anche il compleanno da disoccupati di 19 dei 21 dipendenti di quello che una volta era un fiore all'occhiello del tessile pratese. E diciamolo è il compleanno dell'insicurezza economica perché quegli 800 euro e spiccioli di cassa integrazione si fanno desiderare. E non poco. L'accordo di cassa integrazione straordinaria è arrivato insieme alla dichiarazione di fallimento. Era aprile ma se il ricorrere all'ammortizzatore sociale è stato veloce diverso è stato il percorso dei pagamenti. «Abbiamo ricevuto il primo accedito - racconta un gruppo di lavoratori - a ottobre. Erano tutti gli arretrati». Quindi, tre mesi senza stipendio perché l'azienda non pagava e poi otto mesi senza cassa integrazione. Uno dei lavoratori mostra i suoi conti. A novembre ha riscosso 4.000 euro. Passa meno di un mese e sul conto arrivano altri 1.058 euro. A fine dicembre un altro accredito 820 euro. «Dopo l'attivazione della procedura - raccontano i lavoratori - sembrava che tutto sarebbe tornato a posto». Sbagliato. Da gennaio a oggi i lavoratori hanno avuto 800 euro e spiccioli, un mese quindi. «Non ci lamentiamo - spiegano - della cifra con cui è difficile far tornare i conti ma dei tempi in cui viene pagata. Non riusciamo ad organizzare niente e non sappiamo mai quando arriva l'accredito. Ora siamo da quattro mesi con 800 euro. Non capiamo perché l'Inps paga le pensioni con regolarità ma non riesce a farlo con gli ammortizzatori sociali. Andrebbe bene anche ogni tre mesi ma con sistematicità». Per loro della Draplane avere informazioni è stato anche difficile. «Lo sportello è aperto una volta a settimana, alla mattina, e non sempre dall'altra parte si trovano risposte cortesi quando si va a chiedere informazioni. E' chiaro che manca un'organizzazione che consente di gestire la situazione». I cassintegrati del resto sono tantissimi. A Prato più che altrove. A volte manca la documentazione necessaria. Ma ormai non è più una situazione straordinaria. Da anni il numero di chi riceve gli ammortizzatori sociali è elevatissimo.
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