Finanza
L'ospedale? E' una caccia al tesoro
Valentina Ceccatelli
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Muoversi all’interno dell’ospedale non è facileCittadinanzattiva lamenta la mancanza di segnaletica sia esterna che interna
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PRATO. Pare proprio che l'ospedale di Prato sia come l'Isola che non c'è: introvabile tranne per chi sappia già dove si trova. Già nel 2002 il Centro per i diritti del malato-Cittadinanzattiva aveva sottolineato la mancanza di segnaletica stradale, ma la situazione è rimasta invariata: «Sfidiamo chiunque - dice Fabio Baldi - a trovarlo, venendo da uno qualsiasi dei punti cardinali».
«Manca la segnaletica nel tratto di via Cavour - prosegue Baldi -, vicino al piazzale Ebensee e prima del semaforo di quella strada. Noi pratesi lo diamo per scontato perché sappiamo dov'è, ma se qualcuno venisse da fuori? Rischia di ripetersi il caso di una ragazza peruviana di 23 anni che a Firenze ha partorito in macchina perché l'ospedale, anche lì, è difficile da trovare: forse non sembra, ma è una situazione pericolosa».
La mancanza di segnaletica appropriata non è l'unico problema registrato da Fabio Baldi e Luciana Becherini, nell'ambito di un'indagine del Tribunale per i diritti del malato commissionata da Roma, riguardante il Pronto soccorso di 70 ospedali italiani: c'è la difficoltà che si trova ad entrare e uscire con automezzi d'emergenza dall'ospedale. Nelle ore di punta molti automobilisti passano col semaforo giallo, alimentando code che bloccano entrate e uscite.
«Ci sono anche altri problemi - spiega ancora Baldi - ma c'è anche da dire che la responsabilità non può essere addossata agli operatori addetti al Pronto soccorso ne al nuovo direttore, Simone Magazzini, che ne ha migliorato l'efficienza».
Uno dei problemi che saltano subito all'occhio è il nascondino obbligato che un cittadino si trova a fare per trovare proprio Pronto soccorso e Portineria: il primo è difficile da trovare anche seguendo la cartellonistica interna, e l'insegna esterna si trova dalla parte opposta rispetto all'entrata principale dell'ospedale stesso, cosa che ne rende difficile l'identificazione. La portineria invece manca di segnaletica esterna e, a colpo d'occhio, sembra l'entrata di una banca: l'unica insegna che vi campeggia infatti è quella della CariPrato, mentre la freccia del cartello che dovrebbe indicarla è letteralmente coperta da una siepe.
«C'è anche il problema della mancanza di cartellonistica all'accettazione per il rispetto della distanza di cortesia - continua Baldi - e la mancanza della vigilanza pubblica: c'è un poliziotto di servizio solo la mattina, ma ci dovrebbe essere sempre».
Oltre a questo, all'accettazione è stata rilevata la mancanza di materiale informativo in lingua italiana e la presenza di mozziconi di sigarette nella camera calda. «Un altro problema - continua Baldi - sono le macchine parcheggiate nei posti riservati alle ambulanze o alle auto mediche, e la mancanza di parcheggi per disabili». Mancano anche i distributori gratuiti dell'acqua, e i campanelli d'emergenza nei bagni per i non disabili: c'è da sperare che nessuno si senta male, quando li utilizza.
«Manca la segnaletica nel tratto di via Cavour - prosegue Baldi -, vicino al piazzale Ebensee e prima del semaforo di quella strada. Noi pratesi lo diamo per scontato perché sappiamo dov'è, ma se qualcuno venisse da fuori? Rischia di ripetersi il caso di una ragazza peruviana di 23 anni che a Firenze ha partorito in macchina perché l'ospedale, anche lì, è difficile da trovare: forse non sembra, ma è una situazione pericolosa».
La mancanza di segnaletica appropriata non è l'unico problema registrato da Fabio Baldi e Luciana Becherini, nell'ambito di un'indagine del Tribunale per i diritti del malato commissionata da Roma, riguardante il Pronto soccorso di 70 ospedali italiani: c'è la difficoltà che si trova ad entrare e uscire con automezzi d'emergenza dall'ospedale. Nelle ore di punta molti automobilisti passano col semaforo giallo, alimentando code che bloccano entrate e uscite.
«Ci sono anche altri problemi - spiega ancora Baldi - ma c'è anche da dire che la responsabilità non può essere addossata agli operatori addetti al Pronto soccorso ne al nuovo direttore, Simone Magazzini, che ne ha migliorato l'efficienza».
Uno dei problemi che saltano subito all'occhio è il nascondino obbligato che un cittadino si trova a fare per trovare proprio Pronto soccorso e Portineria: il primo è difficile da trovare anche seguendo la cartellonistica interna, e l'insegna esterna si trova dalla parte opposta rispetto all'entrata principale dell'ospedale stesso, cosa che ne rende difficile l'identificazione. La portineria invece manca di segnaletica esterna e, a colpo d'occhio, sembra l'entrata di una banca: l'unica insegna che vi campeggia infatti è quella della CariPrato, mentre la freccia del cartello che dovrebbe indicarla è letteralmente coperta da una siepe.
«C'è anche il problema della mancanza di cartellonistica all'accettazione per il rispetto della distanza di cortesia - continua Baldi - e la mancanza della vigilanza pubblica: c'è un poliziotto di servizio solo la mattina, ma ci dovrebbe essere sempre».
Oltre a questo, all'accettazione è stata rilevata la mancanza di materiale informativo in lingua italiana e la presenza di mozziconi di sigarette nella camera calda. «Un altro problema - continua Baldi - sono le macchine parcheggiate nei posti riservati alle ambulanze o alle auto mediche, e la mancanza di parcheggi per disabili». Mancano anche i distributori gratuiti dell'acqua, e i campanelli d'emergenza nei bagni per i non disabili: c'è da sperare che nessuno si senta male, quando li utilizza.
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