Sicurezza
Creaf: 22 milioni per un centro di ricerca fantasma
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PRATO. Ventidue milioni, ad oggi, investiti sul Creaf. Sulla carta il futuro centro di sperimentazione e alta tecnologia pratese, la cui attività avrebbe dovuto partire nel 2008 ma che, nonostante il collaudo in atto, non è ancora finito: ci sono i muri, ci sono le porte, mancano l'elettricità, il riscaldamento, i mobili e quanto altro.
Ed è proprio sul futuro di quella che qualcuno già chiama la "cattedrale nel deserto" di via Galcianese, costata un'enormità: 8 milioni 450mila euro l'acquisto dell'immobile dalla Viscotex, 11 milioni di finanziamenti pubblici, 22 spesi in totale con un incremento del 30% sui 17 previsti, che si stanno addensando nubi nere.
I cinque membri della commissione provinciale di controllo e garanzia, - presidente Riccardo Bini, Fli, commissari Simone Barni, Pd, Luca Roti, Pd Francesco Mugnaioni, Pdl e Mario Tognocchi, Idv, - in maniera del tutto trasversale e dopo sei mesi di indagini sulle procedure e sui finanziamenti ottenuti dal Centro, hanno elaborato un documento che sarà inviato al presidente Lamberto Gestri, al presidente del Creaf Luca Rinfreschi, ai sindaci revisori della società e della Provincia nel quale si chiede di «porre in essere ogni atto utile e necessario alla salvaguardia degli interessi dell'amministrazione previa verifica della regolarità delle procedure espletate e del rispetto della finalità dei finanziamenti pubblici erogati a sostegno del progetto».
Insomma di andare a verifica sostanziale di procedure, spese, finalità dal 2003 - quando iniziò il "balletto" di delibere e determine - fino a oggi.
Ed è proprio sul futuro di quella che qualcuno già chiama la "cattedrale nel deserto" di via Galcianese, costata un'enormità: 8 milioni 450mila euro l'acquisto dell'immobile dalla Viscotex, 11 milioni di finanziamenti pubblici, 22 spesi in totale con un incremento del 30% sui 17 previsti, che si stanno addensando nubi nere.
I cinque membri della commissione provinciale di controllo e garanzia, - presidente Riccardo Bini, Fli, commissari Simone Barni, Pd, Luca Roti, Pd Francesco Mugnaioni, Pdl e Mario Tognocchi, Idv, - in maniera del tutto trasversale e dopo sei mesi di indagini sulle procedure e sui finanziamenti ottenuti dal Centro, hanno elaborato un documento che sarà inviato al presidente Lamberto Gestri, al presidente del Creaf Luca Rinfreschi, ai sindaci revisori della società e della Provincia nel quale si chiede di «porre in essere ogni atto utile e necessario alla salvaguardia degli interessi dell'amministrazione previa verifica della regolarità delle procedure espletate e del rispetto della finalità dei finanziamenti pubblici erogati a sostegno del progetto».
Insomma di andare a verifica sostanziale di procedure, spese, finalità dal 2003 - quando iniziò il "balletto" di delibere e determine - fino a oggi.
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