Finanza
Pancrazi punta su Bagnolo
Riccardo Tempestini
Tornerà a produrre la Vigna dello sbaglio. Via ai lavori sul terreno
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Dopo il successo al recentissimo Vinitaly, dove il Rosato di Bagnolo è riuscito a far dimenticare per qualche momento ai giapponesi la tragedia dello tsunami, il Marchese Vittorio Pancrazi annuncia nuovi investimenti a Bagnolo. La famosa "Vigna dello sbaglio", da dove tutto cominciò, tornerà produrre vino.
La vigna dello sbaglio. In questi giorni inizierà lo scasso del terreno lungo la vecchia Montalese, fra la villa Strozzi e il chiesino, dove furono impiantate, oramai tanti anni fa per l'errore di un vivaista pistoiese, le barbatelle di pinot nero invece che quelle di sangiovese. «Dopo semineremo i cloni di pinot per il nuovo vitigno, da cui nascerà il pinot nero "Cru dello sbaglio"» assicura il marchese Vittorio, un nobile imprenditore che da tanti anni continua ad investire contribuendo fattivamente a rilanciare nel mondo l'"immagine" e l'economia di Montemurlo. Da parte sua il sindaco Mauro Lorenzini, che vive a Bagnolo, segue da sempre quanto è stato investito non solo finanziariamente dalla famiglia Pancrazi per l'economia locale con conseguente prestigio della nostra realtà agricola. «Ringrazio per l'importante impegno finalizzato a mantenere ai vertici questa eccellenza del nostro territorio» commenta Lorenzini, ricordando che qualche mese fa ha accompagnato la console cinese a visitare la fattoria di Bagnolo, dove ha potuto apprezzare l'olio e il pinot nero.
Giapponesi. Un successo quello del pinot nero al Vinitaly 2011, svoltosi nei giorni scorsi a Verona. Gli importatori del Sol Levante hanno particolarmente apprezzato, con tanto di ordinazioni, il rosato prodotto nella tenuta di Bagnolo dei marchesi Cristina e Vittorio Pancrazi per un motivo per cosi dire affettivo nei confronti di una natura non certo benevola con il Giappone, almeno in quest'ultimo periodo. «Ci hanno spiegato che il colore del nostro rosato è identico al velo di cipolla scuro del loro ciliegio in fiore, probabilmente un segno benaugurale» spiega Fabio, il fattore della tenuta, presente allo stand a Verona. Ma se gli importatori giapponesi hanno apprezzato il rosato, i grossisti cinesi hanno invece comprato il pinot nero, "seccando" le ultime bottiglie dell'annata 2007, mentre sono arrivati i primi ordini dal mercato brasiliano, un cliente nuovo per l'eccellenza enologica di Bagnolo.
E con gli ordinativi al Vinitaly sono arrivati anche i premi, con il diploma di merito per i colli della toscana centrale Igt per il Pinot nero riserva villa Baragazza 2006. Ma i riconoscimenti alla qualità sono arrivati anche per l'olio, l'altra eccellenza della tenuta dei marchesi Pancrazi, perché all'edizione 2011 del Sol, il salone internazionale dell'olio, svoltosi in contemporanea sempre a Verona, una giuria di esperti internazionali ha assegnato la "Gran Menzione" per la categoria "fruttato medio", all'olio prodotto sulle pendici del Monteferrato a Bagnolo. «Due importanti ricoscimenti all'impegno nostro e dei nostri collaboratori per mantenere e se possibile alzare ulteriormente la qualità, particolarmente apprezzata dai mercati più esigenti» conclude Vittorio Pancrazi.
La vigna dello sbaglio. In questi giorni inizierà lo scasso del terreno lungo la vecchia Montalese, fra la villa Strozzi e il chiesino, dove furono impiantate, oramai tanti anni fa per l'errore di un vivaista pistoiese, le barbatelle di pinot nero invece che quelle di sangiovese. «Dopo semineremo i cloni di pinot per il nuovo vitigno, da cui nascerà il pinot nero "Cru dello sbaglio"» assicura il marchese Vittorio, un nobile imprenditore che da tanti anni continua ad investire contribuendo fattivamente a rilanciare nel mondo l'"immagine" e l'economia di Montemurlo. Da parte sua il sindaco Mauro Lorenzini, che vive a Bagnolo, segue da sempre quanto è stato investito non solo finanziariamente dalla famiglia Pancrazi per l'economia locale con conseguente prestigio della nostra realtà agricola. «Ringrazio per l'importante impegno finalizzato a mantenere ai vertici questa eccellenza del nostro territorio» commenta Lorenzini, ricordando che qualche mese fa ha accompagnato la console cinese a visitare la fattoria di Bagnolo, dove ha potuto apprezzare l'olio e il pinot nero.
Giapponesi. Un successo quello del pinot nero al Vinitaly 2011, svoltosi nei giorni scorsi a Verona. Gli importatori del Sol Levante hanno particolarmente apprezzato, con tanto di ordinazioni, il rosato prodotto nella tenuta di Bagnolo dei marchesi Cristina e Vittorio Pancrazi per un motivo per cosi dire affettivo nei confronti di una natura non certo benevola con il Giappone, almeno in quest'ultimo periodo. «Ci hanno spiegato che il colore del nostro rosato è identico al velo di cipolla scuro del loro ciliegio in fiore, probabilmente un segno benaugurale» spiega Fabio, il fattore della tenuta, presente allo stand a Verona. Ma se gli importatori giapponesi hanno apprezzato il rosato, i grossisti cinesi hanno invece comprato il pinot nero, "seccando" le ultime bottiglie dell'annata 2007, mentre sono arrivati i primi ordini dal mercato brasiliano, un cliente nuovo per l'eccellenza enologica di Bagnolo.
E con gli ordinativi al Vinitaly sono arrivati anche i premi, con il diploma di merito per i colli della toscana centrale Igt per il Pinot nero riserva villa Baragazza 2006. Ma i riconoscimenti alla qualità sono arrivati anche per l'olio, l'altra eccellenza della tenuta dei marchesi Pancrazi, perché all'edizione 2011 del Sol, il salone internazionale dell'olio, svoltosi in contemporanea sempre a Verona, una giuria di esperti internazionali ha assegnato la "Gran Menzione" per la categoria "fruttato medio", all'olio prodotto sulle pendici del Monteferrato a Bagnolo. «Due importanti ricoscimenti all'impegno nostro e dei nostri collaboratori per mantenere e se possibile alzare ulteriormente la qualità, particolarmente apprezzata dai mercati più esigenti» conclude Vittorio Pancrazi.
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