Sicurezza
Il lavoro nero dilaga nelle filature
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In nome della ripresa, dopo anni di crisi, non si può accettare di tutto. Ne sono convinti un gruppo di filatori, tutti iscritti e con cariche - in passato e oggi - nell'Unione industriale pratese. Le regole sono regole. E non si può calpestarle solo in nome di ordini che escono dai fax con un po' più di frequenza.
Non le possono calpestare i committenti, non le possono calpestare i colleghi terzisti né tantomeno gli istituti deputati ai controlli, Inps in testa. «C'è chi sta sfruttando gli impianti sette giorni su sette - interviene il filatore Guido Pagliai - pagando gli operai a nero perché altrimenti non potrebbero fare tutte quelle ore.
Lo Stato deve vigilare sul fatto che questo non accada. E deve farlo anche in nome di tutte quelle filature che stanno chiudendo, tre sono andate all'asta negli ultimi 20 giorni, e in nome di chi cerca di portare il messaggio di un modo di lavorare corretto e rispettoso della legge».
Non le possono calpestare i committenti, non le possono calpestare i colleghi terzisti né tantomeno gli istituti deputati ai controlli, Inps in testa. «C'è chi sta sfruttando gli impianti sette giorni su sette - interviene il filatore Guido Pagliai - pagando gli operai a nero perché altrimenti non potrebbero fare tutte quelle ore.
Lo Stato deve vigilare sul fatto che questo non accada. E deve farlo anche in nome di tutte quelle filature che stanno chiudendo, tre sono andate all'asta negli ultimi 20 giorni, e in nome di chi cerca di portare il messaggio di un modo di lavorare corretto e rispettoso della legge».
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