Proteste
Comune, soldi ricevuti e poi contestati
◗
La sede del ConsiagL'ultima tranche della cartolarizzazione Consiag-Publiacqua la chiese la giunta Cenni
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Consiag, calma solo apparente. Perché le diplomazie sono al lavoro per capire come ricucire - se sarà mai possibile - dopo l'ulteriore schiaffo che il Comune ha tirato alla propria partecipata (quote al 38%) avviando una gara che mette in concessione il servizio di distribuzione del gas solo nel territorio di Prato, parte di una rete unica che invece ne serve quattordici; perché il pool di tecnici che in Comune sta lavorando sul bando è alle prese con una questione seria: capire bene e una volta per tutte di chi sia la proprietà delle reti del gas. Consiag-Estra Reti della risposta è certa: sono di proprietà della spa che negli anni ha anche fatto un notevolissimo pacchetto di investimenti per ampliarla.
Qualche dubbio invece l'ente pubblico ce l'ha. Problema non da poco, proprio in vista dell'affidamento della concessione: chi vincerà il servizio, infatti, d'importo stimato dal bando tra i 110 e i 130 milioni di euro, pagherà la fetta grossa della somma al proprietario delle reti e gli oneri di concessione ovviamente al concessionario, cioè il Comune. Briciole, però. Che il Comune di Prato, dalla guerra con Consiag-Estra (avviata la procedura per entrare in borsa ma che ha necessità dell'ok dei consigli comunali dei Comuni soci, un passaggio che a Prato si annuncia delicato) voglia ricavare qualcosa di concreto è più che evidente. Prima della rottura totale, infatti, nell'ultimo incontro tra sindaco e società, la trattiva verteva sulla richiesta del pagamento degli affitti arretrati della rete, calcolata dal Comune in una dozzina di milioni. Ed è sempre sul fronte soldi che riemerge una vicenda che scaldò non poco gli animi della maggioranza di centrodestra: quella della cartolarizzazione dei proventi delle concessioni che Publiacqua doveva pagare ai Comuni.
Procedimento che nel 2003 venne affidato a Consiag che "girò" al Comune di Prato 72 milioni per concessioni dal 2003 fino al 2022 ma scontati del tasso di interesse attualizzato al 3,5%. Totale 52 milioni. Il centrodestra venuto a conoscenza dell'operazione gridò alla scandolo. La vicenda ebbe un picco: una delibera del consiglio del dicembre 2010 nella quale si dava mandato alla giunta di procedere con tutte quelle operazioni necessarie a tutelare l'ente avviando - se necessario - anche azioni di risarcimento ma che poi, improvvisamente, entrò nel dimenticatoio. Il motivo, invece, c'è. Ed è la parte rimasta riservata dell'operazione di cartolarizzazione: il Comune di Prato, a suo tempo, decise di non incassare l'intera somma della cartolarizzazione che risultava in eccesso rispetto al fabisogno del momento.
E tenne di riserva l'ammontare complessivo dei canoni relativi agli anni dal 2018 al 2022, gli ultimi quattro insomma. Che invece sono stati chiesti con una lettera presentata dall'ex ragioniera capo del Comune Luca Eller Vainecher a Consiag nel decembre del 2009, pochi mesi dopo, cioè, l'insediamento della nuova giunta Cenni. In cassa entrarono 4 milioni di euro. In sostanza è l'attuale amministrazione che ha goduto degli ultimi benefici di un'operazione giudicata invece spregiudicata e non conveniente. Come vennero usati i 48 milioni ottenuti dalla cartolarizzazione? Undici vennero utilizzati per l'aumento di capitale in Publiacqua.
Tornarono quindi a Consiag che ebbe la delega da Prato e da altri Comuni di entrare direttamente nel capitale della società. Un altro pacchetto di milioni - 25 - andarono a rimborsare i mutui del settore idrico. Il rimanente (13 milioni dei 48 ricevuti) andarono nel capitolo investimenti. I quattro milioni chiesti e ottenuti dalla giunta Cenni che fine hanno fatto?
Qualche dubbio invece l'ente pubblico ce l'ha. Problema non da poco, proprio in vista dell'affidamento della concessione: chi vincerà il servizio, infatti, d'importo stimato dal bando tra i 110 e i 130 milioni di euro, pagherà la fetta grossa della somma al proprietario delle reti e gli oneri di concessione ovviamente al concessionario, cioè il Comune. Briciole, però. Che il Comune di Prato, dalla guerra con Consiag-Estra (avviata la procedura per entrare in borsa ma che ha necessità dell'ok dei consigli comunali dei Comuni soci, un passaggio che a Prato si annuncia delicato) voglia ricavare qualcosa di concreto è più che evidente. Prima della rottura totale, infatti, nell'ultimo incontro tra sindaco e società, la trattiva verteva sulla richiesta del pagamento degli affitti arretrati della rete, calcolata dal Comune in una dozzina di milioni. Ed è sempre sul fronte soldi che riemerge una vicenda che scaldò non poco gli animi della maggioranza di centrodestra: quella della cartolarizzazione dei proventi delle concessioni che Publiacqua doveva pagare ai Comuni.
Procedimento che nel 2003 venne affidato a Consiag che "girò" al Comune di Prato 72 milioni per concessioni dal 2003 fino al 2022 ma scontati del tasso di interesse attualizzato al 3,5%. Totale 52 milioni. Il centrodestra venuto a conoscenza dell'operazione gridò alla scandolo. La vicenda ebbe un picco: una delibera del consiglio del dicembre 2010 nella quale si dava mandato alla giunta di procedere con tutte quelle operazioni necessarie a tutelare l'ente avviando - se necessario - anche azioni di risarcimento ma che poi, improvvisamente, entrò nel dimenticatoio. Il motivo, invece, c'è. Ed è la parte rimasta riservata dell'operazione di cartolarizzazione: il Comune di Prato, a suo tempo, decise di non incassare l'intera somma della cartolarizzazione che risultava in eccesso rispetto al fabisogno del momento.
E tenne di riserva l'ammontare complessivo dei canoni relativi agli anni dal 2018 al 2022, gli ultimi quattro insomma. Che invece sono stati chiesti con una lettera presentata dall'ex ragioniera capo del Comune Luca Eller Vainecher a Consiag nel decembre del 2009, pochi mesi dopo, cioè, l'insediamento della nuova giunta Cenni. In cassa entrarono 4 milioni di euro. In sostanza è l'attuale amministrazione che ha goduto degli ultimi benefici di un'operazione giudicata invece spregiudicata e non conveniente. Come vennero usati i 48 milioni ottenuti dalla cartolarizzazione? Undici vennero utilizzati per l'aumento di capitale in Publiacqua.
Tornarono quindi a Consiag che ebbe la delega da Prato e da altri Comuni di entrare direttamente nel capitale della società. Un altro pacchetto di milioni - 25 - andarono a rimborsare i mutui del settore idrico. Il rimanente (13 milioni dei 48 ricevuti) andarono nel capitolo investimenti. I quattro milioni chiesti e ottenuti dalla giunta Cenni che fine hanno fatto?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
