Il Tirreno

Prato

A Tony piace la prescrizione breve

Paolo Nencioni
Il procuratore capo Piero Tony
◗
Il procuratore capo Piero Tony

Procuratore fuori dal coro: «Ma avrebbero dovuto darci più risorse»

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il procuratore capo Piero Tony è una voce fuori dal coro di quelli che criticano senza se e senza ma le nuove norme approvate mercoledì sera dal Parlamento sulla prescrizione breve. E se molti magistrati preferiscono parlare di "morte del processo" anziché di "processo breve", Tony non ha una visione così apocalittica. Intravede anzi non poche novità positive.  Procuratore, che cosa la convince delle norme approvate alla Camera?  «Intanto faccio notare che molte di quelle norme erano già previste in un altro disegno di legge firmato tra gli altri da Anna Finocchiaro. C'era la stessa ansia di dare qualche regola in più al processo. Si volevano anche introdurre termini alle indagini preliminari, cosa del resto molto difficile da realizzare. Quanto alle norme approvate adesso, mi pare che nella sostanza sia cambiato poco, gli effetti delle modifiche potrebbero essere quasi impercettibili. E' positivo il fatto che, mentre finora la prescrizione veniva registrata alla fine del processo, adesso sono stati introdotti dei "termini di fase", vale a dire che si saprà entro ogni grado di giudizio se il reato è prescritto. Mi è sempre parso ridicolo dichiarare la prescrizione dopo 15 anni di processi».  Che cosa invece non la convince di questa legge?  «Il fatto che non si sia pensato ad assegnare ai Tribunali le necessarie risorse, che al momento sono inadeguate. Mi sta bene che ci impongano certi termini, ma ci dovevano anche dare le risorse per lavorare in quei termini. Inoltre avrebbe dovuto essere previsto un monitoraggio del lavoro degli uffici giudiziari, per verificare chi si rimbocca le maniche e chi non lo fa. Questo non è stato fatto».  In molti, anche tra i suoi colleghi, si sono preoccupati per l'autonomia concessa agli organi di polizia giudiziaria, che potranno indagare anche senza la delega del magistrato. Lei che ne pensa?  «Se si tolgono lacci e lacciuoli alla polizia giudiziaria sono d'accordo. Del resto è una linea che c'è fin dal 1989. Se invece decidessero di togliere le sezioni di polizia giudiziaria presso la Procura, allora sarebbe una cosa di enorme gravità. Abbiamo combattuto a lungo per averle, fin da quando ero giovane, e non vogliamo perderle».  Quanti processi pensa che finiranno in prescrizione con le nuove norme?  «Non saprei, è difficile fare un calcolo, anche perché bisognerebbe sottrarre quelli, non pochi, che sarebbero prescritti anche con le attuali norme».  Molti sono convinti che questa sia l'ennesima legge ad personam e che sarebbe bastato non applicarla ai processi in corso per evitare polemiche politiche.  «Io dico che il processo Mills si sarebbe prescritto comunque, se non ora, a gennaio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato