La manifestazione
Per tecnici e piloti troppo corto un tracciato di 2mila metri per far decollare un Boeing
«Sul Pit ci vuole buon senso»
Barbara Burzi
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Larchitetto Marzia De Marzi Il sindaco Cenni dagli architetti: «Nessuna battaglia politica»
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PRATO. L'incontro organizzato dall'ordine degli architetti sulla variante al Pit regionale è servito soprattutto a fornire gli strumenti tecnici per elaborare una proposta politica. Quella che il sindaco Roberto Cenni, intervenuto all'iniziativa, ha ben chiara in testa. «Vorrei che faceste le vostre valutazioni tecniche senza ragionare in termini di bandiere politiche - ha detto - perché dalla questione dipende l'avvenire del nostro territorio». Si riferisce al vincolo di salvaguardia posto dalla Regione sugli 800 ettari di terreni pratesi, impedendo di fatto una programmazione urbanistica. Se il consiglio regionale adotterà la variante, quell'area potrà essere destinata solo a uso agricolo. «Crediamo nella valorizzazione del sistema dei parchi - ha aggiunto - e mi rammarico del fatto che su un progetto che ha dimostrato grande lungimiranza degli amministratori si sia innescata una guerra istituzionale. Credo che il piano di discussione debba essere quello del buon senso e non quello politico». Dopo le parole del sindaco l'architetto Marzia de Marzi ha illustrato, cartine alla mano, le caratteristiche della variante regionale, facendo emergere la tesi secondo cui la Regione con questa mossa avrebbe risposto al bisogno di compensare l'impatto di infrastrutture già assegnate al territorio, tra cui spicca l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola. Si ipotizza l'utilizzo unidirezionale su Prato di una pista pararallela all'autostrada di 2000 metri. «Utile, ma troppo corta - parola di Luca Fratini, pilota di linea - un Boeing 737 potrebbe decollare solo partendo scarico». Sull'aeroporto anche il capoggruppo Pd Massimo Carlesi ha ribadito un secco "no", mentre sulla questione degli 800 ettari è d'accordo. Tuttavia «il Comune ci deve dire a cosa serviranno - ha detto - di fatto il piano strutturale manca ancora di un progetto». Per Davide Fanfani presidente dell'associazione Parco agricolo «la popolazione è aumentata meno di quanto lo siano le aree edificate e questo impone un controllo diverso sul territorio». «Il parco agricolo è una risposta a questo bisogno - ha spiegato - se visto come un progetto che cerca di reinterpretare in termini ecosostenibili le aree per riqualificare la città».
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