Il Tirreno

Prato

«Non c'è innovazione senza sostegno alla ricerca»

Testo raccolto   da Giovanni Ciattini
«Non c'è innovazione senza sostegno alla ricerca»

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PRATO. «Una situazione come quella odierna per me non ha precedenti: non riesco a capire come si possa essere creata. Ai miei tempi si aspettava qualche anno poi uno si sistemava. Anche queste migliaia di docenti di scuola media in attesa di un posto! E' incredibile che questo accada. Ho conosciuto persone che mi hanno detto: io sono andato in pensione da precario. Occorrerebbe invece offrire opportunità a questi giovani: per far crescere l'Italia nella ricerca e nell'industria c'è bisogno di questi giovani neolaureati o dottori di ricerca che sennò poi si regalano all'estero quando va bene, o si ritrovano a fare un lavoro sottopagato al di sotto delle loro competenze. E' uno spreco di cervelli. Non capisco. Questi giovani hanno bisogno di sicurezza: sono in un'età in cui uno deve farsi la famiglia, la casa, se uno non ha un contratto a tempo indeterminato non gli fanno nemmeno il mutuo».

LA SCUOLA ITALIANA «I ragazzi che escono dalle nostre scuole e università sono formati bene. Conosco la situazione della ricerca universitaria, i nostri giovani che concorrono per progetti di studio per il Consiglio di europeo della ricerca sono molto bene valutati. Se vanno all'estero trovano buoni impieghi, questo significa che hanno una buona preparazione. So che il presidente del Consiglio sostiene che lo Stato debba sostenere la scuola privata per fornire insegnamenti diversi da quelli della pubblica ma questa è una grossa fesseria perché nella scuola pubblica ci sono persone di tutte gli orientamenti mentre le scuole private, in generale, sono scuole confessionali e quindi c'è il pensiero unico. E poi generalmente le scuole private sono di livello più basso. Gli insegnanti sono pagati meno, quindi prendono docenti alle prime armi che hanno bisogno di lavorare, senza esperienza e di manica larga coi voti per attirare gli studenti. Una riprova? Nelle classifiche internazionali la scuola italiana scende in classifica di sei-sette posti se si tiene conto anche degli insegnamenti in quella privata».

RICERCA E INNOVAZIONE «In Italia viene destinato alla ricerca l'1% del Pil mentre in tutti gli altri Paesi le risorse vengono aumentate proprio perché in un periodo di crisi ci si rende conto dell'importanza della ricerca per essere competitivi. E dire che abbiamo giovani di qualità ma non li sfruttiamo. E' un comportamento masochista. E questo si capisce perché chi ci governa è una classe dirigente ignorante. Non c'è mai stato un livello così basso in Parlamento come oggi, del resto c'è chi sentenzia "Con la cultura non si mangia". La produzione tessile di Prato ha bisogno di innovazione? Ma per innovare bisogna fare ricerca. E la ricerca nasce nelle università. Occorre mettere insieme le competenze dei ricercatori universitari con quelle dell'industria anche con quelle piccole che non possono fare ricerca per conto loro. Ci sono questi tentativi? E poi che cosa ne esce? Nulla. Questi ragazzi se ne vanno all'estero».

BARZELLETTE INSIPIDE «Ma le barzellette che racconta (ancora Berlusconi, ndr) di che cosa sanno? La barzelletta può anche essere molto porno ma la deve far ridere...Ci devono essere dei doppi sensi ma quelle che lui racconta non sanno assolutamente di nulla. Ma tutti sono servi e ridono».

LEGGE SALVA-SILVIO «Gli unici temi che si affrontano in Parlamento sono quelli che puntano a salvarlo (sempre Berlusconi, ndr) dai processi, quando invece ci sono tanti problemi da risolvere. E questa prescrizione breve, da quello che leggo, sarà anche un'amnistia per reati gravi. Penso alla strage di Viareggio e alle inchieste sull'Aquila.  Poi, Dio mio, è una vergogna quando si pensa al ministro tedesco, che, una volta che si è scoperto che aveva copiato una parte della tesi di dottorato, ha dato le dimissioni. Figuriamoci una cosa simile qui da noi».

I VALORI «La gente ha desiderio di giustizia, di uguaglianza, di senso dello Stato. Ci vuole un governo che governi nell'interesse della gente».

REPUBBLICA DELLE BANANE «Prima c'era della gente che un minimo di cultura ce l'aveva e anche di senso dello Stato, ora si sta proprio andando verso la Repubblica delle banane.  Ho sentito alla televisione che lui (Berlusconi, ndr) ha già indicato Alfano come suo successore e lui stesso come prossimo presidente della Repubblica. Ha già pensato a tutto lui».

TESTAMENTO BIOLOGICO «Era molto più laica la Dc. Questo è un governo che certamente di cristiano nel senso migliore della parola non ha niente ma che è completamente succube del Vaticano. Il testamento biologico non si può fare, i pax non si possono fare, la legge 40 sulla procreazione assistita è un obbrobrio. C'è sempre l'intervento della Chiesa!».

ENERGIA NUCLEARE «Credo che nel futuro ci sia sempre più bisogno di energia anche perché ora c'è il grande consumo da parte dei Paesi emergenti: Cina, India Brasile. E poi l'Italia è completamente dipendente dall'estero, perché l'energia nucleare la compriamo dalla Francia che ce ne ha in eccesso. Sì, ora c'è questo grande sviluppo delle energie rinnovabili, che sarà certamente una buona cosa, però io penso che chiudere definitivamente con la ricerca sul nucleare sia uno sbaglio. Non ci si può fermare tutte le volte che un un successo tecnologico provoca anche delle vittime. Se ci si arrendesse subito tutto sarebbe rimasto ancora all'età della pietra. Se quando hanno scoperto il fuoco, per esempio, al primo incendio si fosse detto ora basta, si vivrebbe ancora nelle caverne. Certamente credo che l'energia nucleare costituisca un pericolo anche dal punto di vista globale e quindi il problema vada affrontato a livello globale. Le centrali nucleari andrebbero messe soltanto in quei luoghi sicuri dal punto di vista sismico e lontani dagli oceani e quindi dagli tsunami. E chi ospita le centrali dovrebbe usufruire del vantaggio di ricevere energia a prezzi stracciati ma di poterla cedere a prezzi di mercato ai Paesi che non hanno le condizioni geofisiche per costruirle. Credo, insomma, che in futuro si dovrà arrivare per forza a questo. Certo il Giappone era proprio il luogo meno adatto per impiantare delle centrali. Occorrerebbero comunque politiche energetiche più lungimiranti. Perché noi italiani dobbiamo mettere la nostra spazzatura sui treni e inviarla in Germania e pagandola oltretutto? Bisogna sapere che in Germania usano i nostri i rifiuti per il teleriscaldamento della loro città. Non lo si poteva fare noi? Allora siamo proprio scemi. Comunque le centrali nucleari in Italia non si metteranno mai perché nessuno ce le vuole. Basti dire che anche l'energia rinnovabile viene contestata: le pale eoliche deturpano il paesaggio, cambiano il clima. I pannelli fotovoltatici occupano spazi troppo grandi. Però nessuno vuole fare a meno dei vantaggi che ci dà l'energia moderna».

I MIGRANTI «Basterebbe che in ogni regione ci fosse qualche centro di prima accoglienza decente. Invece si è peggiorato la situazione con la legge che impone che restino nei centri per sei mesi. Gente innocente reclusa. E anche col reato di clandestinità hanno riempito le carceri. Siamo un Paese di 60 milioni di abitanti saranno mica 25-30 mila persone ripartite su tutto il territorio a impensierirci, certo se ognuno li vuole mandare in casa di altri...».

LIBERTA' A RISCHIO «Attentati alla libertà ci sono. Penso a tutti i tentativi di spengere le poche tramissioni che vale la pena di vedere ("Ballarò" e "Anno zero") perché non sono d'accordo col governo».

I GIOVANI E FACEBOOK «Il computer, internet, sono in parte un mezzo positivo ma rischiano anche di diventare una droga per tanti ragazzi. Perché se uno si mette a navigare, a chattare con gli amici, ci può perdere delle giornate. Diventa troppo coinvolgente. Anche dal punto di vista della salute credo che sia meglio giocare all'aria aperta che stare tutto il giorno al computer. Ricordo le mie estati: ci si divertiva tanto a giocare ai giardini pubblici. Era tutto spontaneo. Ora questi ragazzi hanno il computer, la piscina, il ballo, l'inglese, non lo so, a me fanno un po' pena».

INVECCHIARE BENE «Io sono stata fortunata. Ho fatto un lavoro che mi piaceva. Sono un caso particolare. Magari un burocrate che per tutta la vita ha fatto un lavoro noioso quando va in pensione può avere meno stimoli di quelli che ho io. Credo comunque che siano molto utili iniziative come le Università della Terza Età perché consentono di fare uscire di casa questi anziani offrendogli possibilità di socializzare. Occasioni per tenere il cervello occupato coltivando interessi che non è stato possibile seguire durante nella vita lavorativa. Sono tutte iniziative che impediscono all'anziano di isolarsi e di non utilizzare più il cervello. Quello, a non usarlo, si atrofizza. E' bene quindi avere amici, discutere, incontrarsi, avere una vita sociale».

LA BUONA STELLA «Ho avuto fortuna con la mia famiglia: mi hanno lasciato molto libera responsabilizzandomi. Sono stata fortunata perché ho potuto studiare nonostante i miei non navigassero nell'oro. Mio babbo, antifascista, non ha mai avuto un lavoro, mia mamma che faceva la copista agli Uffizi ha tirato avanti la baracca. E ho avuto la fortuna di imbroccare il lavoro che mi piaceva. La costanza e la voglia di affermarmi, sono sempre stata molto competitiva, anche nello sport, hanno fatto il resto. Sì, c'entra anche l'intelligenza, ma c'è anche chi ce l'ha ma è pigro e non emerge. La fortuna, comunque conta. Nel 1940 quando l'Italia entrò in guerra fu abolito l'esame di maturità e ci passarono coi voti degli scrutini. A me andò bene perché sennò avrei dovuto prepararmi studiando tutti programmi dei tre anni del liceo classico. E anche lì si può dire che ho avuto la mia buona stella. O, come si direbbe poeticamente, ci ho avuto culo».

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