Il dolore
Le erbe del Montalbano
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La copertina del libroUn libro per capire quali sono buone da mangiare presentazione al circolo Arci di Poggio alla Malva
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CARMIGNANO. Ci sono la ruchetta dai fiori gialli e la mentuccia, la cicerbita e i porri. E poi ranuncoli d'acqua e anemoni, agli selvatici, zafferanastri o fiori che ricordano nelle forme uccelli in volo. Nei boschi e nei campi del Montalbano crescono tesori sconosciuti ed assolute rarità. Anni fa al circolo Arci del capoluogo si organizzavano gite a caccia di erbe spontanee con cene finali da leccarsi i baffi. E c'era la fila. Tutti pazzi per il radicchio. Ma non solo. Cinque anni fa Giovanni Gestri e Lorenzo Peruzzi, un medico pratese con la passione dei fiori e un ricercatore che insegna botanica a Pisa, hanno iniziato a girare per i sentieri del Montalbano. Ne è venuta fuori una mostra, nel 2009, nelle stanze del Museo della vite e del vino gestito dalla Pro Loco, replicata poi con altrettanto successo in Rocca d'estate. Nonostante le tante città attorno, sul Montalbano ci sono infatti 1.100 diverse specie vegetali e c'è da rimanere a bocca aperta. Sul Montalbano hanno trovato anche specie non più segnalate in Toscana da almeno cinquant'anni, come la spergula pentandra, più nota come stellaria, e piante esotiche. Un patrimonio da indagare. E infatti il Montalbano, dove già erano noti i secolari e monumentali agrifogli di Pietramarina, unici in tutta la regione, continua ad attirare studiosi. Domani alle 16, al circolo Arci di Poggio alla Malva, sarà presentato l'ultimo lavoro: "Erbe spontanee del Montalbano. Belle da vedere buone da mangiare, una guida nata dalla collaborazione tra l'antropologo Paolo Pecchioli dell'Università di Granada, Stefania Mari di Poggio alla Malva e l'assessorato all'ambiente del comune. Dedicata alle piante ed erbe belle da vedere ma anche buone da mangiare. Utile per rispettare la natura.
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