Finanza
Termini prorogati al 31 dicembre, superfici aumentate, consentito anche il frazionamento
Casa, è più facile ampliare
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Sopra l’assessore Gianni Cenni a destra una panoramica di caseIn consiglio il Piano casa pratese, ecco tutte le novità
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PRATO. Più facile fare piccoli interventi edilizi sulla propria casa. E' questo il messaggio di tecnici, assessore all'Urbanistica e presidente della commissione. Ed è più facile grazie allo strumento del Piano casa, varato dal governo nel 2009, recepito dalla Regione e ultimamente prorogato fino al 31 dicembre 2011. «Norme - spiega l'assessore Gianni Cenni - che facilitano la vita soprattutto alle famiglie». Nuclei che magari sono alle prese con la necessità di aumentare il volume della propria abitazione perché un figlio si sposa o di frazionare la proprietà perché hanno un anziano che deve trasferirsi più vicino ai familiari. E novità contengono anche le linee generali del piano casa pratese, arrivato ieri pomeriggio in consiglio comunale «e votato - ha sottolineato il presidente Emanuele Berselli - all'unanimità dai componenti della commissione urbanistica». La base è quella che molti pratesi già conoscono. Perché in un anno e mezzo (2009 - 2010) sono stati 106 gli interventi su unità immobiliari piccole e 4 invece su edifici di dimensioni maggiori, che hanno portato nella casse comunali circa 550mila euro di oneri tra costi di costruzioni, urbanizzazione primaria e secondaria, per un aumento di superfici complessivo pari a 2mila 219 metri quadrati (quasi settemila mc). Solo residenza. Gli interventi consentiti riguardano esclusivamente gli edifici residenziali. Nel caso di ampliamenti che possono riguardare edifici al massimo di 350 metri quadrati, il piano consente un aumento di superfici lorde del 20%. Nel caso invece di demolizioni e ricostruzioni ma di edifici grandi, palazzi o condomini, l'aumento può arrivare fino al 35% di superfice lorda. «A Prato - hanno spiegato l'architetto Riccardo Pecorario, dirigente delle Concessioni edilizie e il geometra Luciano Nardi - in pochi hanno potuto utilizzare questo strumento perché non è facile, trattandosi comunque di edifici residenziali, poter procere con interventi così massicci». I termini. Le modifiche più signficative prevista dal Piano casa pratese riguardano, tanto per cominciare i termini: per presentare la dichirazione di inizio attività (Dia) c'è tempo fino al 31 dicembre di quest'anno; l'obbligo di accatastamento dell'immobile non è più fissato al 31 marzo 2009, ma deve avveniure contestualmente alla presentazione della Dia. Gli ampliamenti. La novità riguarda i frazionamenti che sono consentiti contestualmente all'intervento. Una volta frazionato l'immobile (per creare due o più unità immobiliari), nessun altro intervento di frazionamento è consentito per i successivi cinque anni. Chi amplierà sfruttando le possibilità del Piano casa dovrà però avere un occhio di riguardao al risparmio energetico: sono infatti diventate più stringenti le norme che puntano a ottenere un livello ottimale di prestazioni energetiche. Cumulabili, inoltre, gli incentivi previste dall'allegato K del regolamento urbanistico, che contiene i criteri per una edilizia sostenibile e prevede incentivi in termini economici e urbanistici. Le demolizioni. Aumentata la percentuale di ampliamento dal 25 al 35% delle superfici. E' questa la novità più significativa. Cumulabili, anche per questo tipo di intervento, gli incentivi dell'allegato K e più stringenti le norme sul risparmio energetico. Per quanto concerne le demolizioni e le ricostruzioni, si potranno chiedere anche modifiche nella destinazione d'uso ma se già previste dallo strumento uranistico (Prg). «Incentivare le trasformazioni edilizie - hanno concluso Cenni e Berselli - significa anche dare impulso alla ripresa economica della città». C.O.
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