Italia
Incontro con le scuole al Politeama. In mille con gli occhi puntati sullastrofisica e decine di domande
La "stella" Hack illumina gli studenti
Ilenia Reali
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Gli studenti al Politeama «Gli extraterrestri ci sono ma, mi dispiace, non li incontrerete mai»
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PRATO. Sarebbe poco intelligente pensare che nello spazio non ci sono altre forme di vita. Ma non facciamo strani pensieri. Nessuno di noi incontrerà mai un extraterrestre. Sono talmente lontani che per entrare in contatto servirebbero almeno duemila anni. Parola di Margherita Hack davanti a un migliaio di ragazzini catturati dalla magia dell'anziana astrofisica al Politeama. Il fascino delle stelle e dei pianeti non ha età e, a Prato, è stato il filo che ha legato studenti di 6 o 16 anni delle scuole cittadine a una novantenne che ne parla come se raccontasse una fiaba. E che rende la scienza appassionante come un libro di Harry Potter. Un'esperienza che rimarrà negli occhi degli allievi per diverso tempo. Sul palco la Hack ha fatto coppia con un altro uomo originale: il disabile giornalista e blogger Claudio Imprudente. Se la Hack da sempre studia la stelle diverse, quelle che hanno caratteristiche particolari, Imprudente diverso lo è davvero. Ma non perché disabile ma per il modo in cui la disabilità la vive. «Quando sono nato - ha raccontato parlando attraverso la voce di un'accompagnatrice a cui suggerisce le parole guardando una lavagnetta con disegnate delle lettere - a mia madre hanno detto "un gne a fà". Volevano dire che avrei vissuto come un vegetale e allora ho scelto di essere un geranio. E a Natale, mi travesto da muschio». Un approccio che ha reso disinibito il giovane pubblico del Politeama. Tanto che il piccolo Leonardo non si è arreso finché non ha provato personalmente, dal palco, a comunicare con quella strana lavagnetta. E se Imprudente è riuscito a rendere quasi un gioco la disabilità, Margherita Hack è stata il bersaglio - grazie anche alla simpatica conduzione del giornalista Federico Taddia accompagnato dal dottor Marco Armellini - di decine di domande. Centinaia se solo tutti i ragazzi con le mani alzate avessero potuto parlare. Perchè la luna si vede sempre dalla stessa parte? Per Francesco semplicemente perché è grande, per Simone perché gira solo la mattina e la notte, quando si vede, sta ferma. E' stata poi una studentessa più grandicella a spiegarne il movimento girando intorno a Armellini trasformato per qualche istante nel pianeta Terra. Ma se i pianeti si studiano ben bene a scuola, più misterioso è il mondo delle stelle. Ed è qui che i ragazzi si sono interrogati di più. Come si fa a riconoscere le stelle? Quanto vivono? Quante galassie ci sono? Quando muore una stella? Come fa a morire? Un fuoco di fila che non ha risparmiato alla Hack neppure una risposta "Crede che il mondo finirà nel 2012?" o "Davvero entrando in un buco nero si fa il viaggio nel tempo?". Un viaggio da sogno nel cielo con un'astrofisica che doveva diventare giornalista e che, le stelle, le ha scoperte con una tesi affidatale dal professore. «E mentre la facevo mi sono resa conto che quel mondo mi piaceva». E Margherita Hack è diventata (un sogno) di astrofisica per puro caso.
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