Il dolore
La segreteria provinciale contro gli alti costi della politica
Via Provincia e circoscrizioni La sforbiciata antisprechi della Uil
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PRATO. Abrogare le Province e se questo non è possibile eliminare i suoi organi politici che saranno sostituiti dall'unione dei sindaci dei Comuni appartenenti a quella Provincia. La proposta choc è della Uil di Prato che punta ad unico obiettivo, risparmiare sui costi della politica che in questo capoluogo di provincia sono alti, sopra la media regionale. Secondo un'indagine realizzata dal sindacato (dati 2008), il costo della Giunta e del Consiglio provinciale è di oltre due milioni e 360mila euro all'anno. Significa che ciascun abitante paga un prezzo di 9,48 euro all'anno per mantenere gli organi politici della Provincia contro la media toscana di 9,04 euro. Anche il Comune non è da meno. Giunta e Consiglio costano ai pratesi sette milioni e 676mila euro all'anno che equivale a 40,82 euro ad abitante contro una media regionale di circa 27 euro. La Uil chiede anche che ciascun ente si impegni per tagliare i costi della politica in modo da portare i rispettivi importi almeno al pari delle medie regionali. Significherebbe risparmiare quasi 110mila euro all'anno in Provincia e oltre due milioni e mezzo in Comune. Naturalmente la bocciatura va anche alle circoscrizioni ritenute utili solo nelle città con popolazione superiore ai 500mila abitanti. Sì alla provincia metropolitana, ma solo se non è una sovrastruttura dell'esistente. «Crediamo che in momenti di crisi come questo - spiega Angelo Colombo, segretario generale della Uil pratese - tali costi non siano più sopportabili. Sarebbero alti anche se governassero bene. E' importante abbassare i costi della politica per rafforzare la democrazia perché si rischia un allontanamento definitivo dei cittadini». Sul tema la Uil promuoverà volantinaggio e iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. «In un momento in cui si allarga sempre di più la forbice della povertà e non ci sono i soldi per finanziare l'autosufficienza - afferma Giovanni Barone della Uil pensionati - chiediamo alla politica una dieta drastica». E.B.
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