Il Tirreno

Prato

Via del Lazzeretto, l'inferno del pedone

Maria Lardara
Via del Lazzeretto e via Gora di Grignano due strade prive di strisce pedonali e marciapiedi
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Via del Lazzeretto e via Gora di Grignano due strade prive di strisce pedonali e marciapiedi

Né strisce pedonali, né marciapiedi: e i cittadini sono stufi

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 PRATO. Il pedone sulle strisce ha sempre ragione, ma prova ad andarlo a dire ad uno che vuole attraversare via del Lazzeretto e via Gora di Grignano. Dove bisogna aprire per bene gli occhi, e poi pregare che qualche automobilista meno frettoloso ti lasci passare. Perché nel raggio di mezzo chilometro non c'è l'ombra di una striscia pedonale, fra il campo sportivo di Grignano e la fermata della Lam Rossa. Da qui inizia il viaggio infernale del pedone, dopo che l'autobus proveniente da via Francesco De Sanctis lo ha lasciato a terra. Accompagnati da Pietro Calzolai, presidente del comitato "Le Badie", noto per le sue levate di scudi contro la nascita del deposito Cap, ci si arma di coraggio e, una volta scesi dal bus, si prosegue nel tragitto a piedi lasciandosi alle spalle via del Lazzeretto lungo lo stesso orientamento di marcia. E si scopre subito che un marciapiede (s'interrompe all'altezza del civico 47), da queste parti, lascia a desiderare. «In pratica - fa notare Calzolai - pedoni, ciclisti e automobilisti si trovano a condividere lo stesso spazio». Intanto tocca percorrere 200 metri a piedi prima di ritrovare un pezzo di marciapiede. All'orizzonte spuntano finalmente delle strisce, ma siamo già giunti all'altezza del campo sportivo dopo aver scaldato i muscoli per quasi mezzo chilometro. E, a quel punto, sarà possibile un attraversamento in tutta sicurezza, confortati appunto dalla presenza di strisce.  «Più volte alla Circoscrizione abbiamo richiesto la realizzazione di strisce pedonali, oltre all'installazione di dossi artificiali e autovelox, visto che la strada è molto battuta nelle ore di punta da chi proviene da Poggio e vuole evitare il traffico di via Roma: sappiamo bene però - osserva Calzolai - che in questo momento le circoscrizioni sono senza portafoglio e hanno problemi di risorse». Da via Gora di Grignano, tornando indietro verso via del Lazzeretto e via Edison, la musica non cambia: ci salva il marciapiede fino al numero 48, costeggiando un gruppo di villette, ma poi il bordo rialzato s'interrompe e così la sicurezza dei pedoni va di nuovo a farsi benedire.  Prima di dirigersi verso un campo di erbacce dove Terna sta montando ora dei tralicci e che l'amministrazione precedente voleva adibire a deposito dei mezzi Cap, s'incrociano sei cassonetti di Asm. Su un cartello ricoperto di ideogrammi cinesi si legge che «sputare per terra è antigienico». Non siamo però a Chinatown, ma alla Badie. «Mi sembra che qui si abbia altri problemi con i rifiuti - sorride Calzolai -: ogni tanto ci si trova di fronte una piccola discarica a cielo aperto: periodicamente vengono gettati pezzi di amianto».  In lontananza s'intravedono delle strisce pedonali: la pennellata è fresca, risale a qualche mese fa. Strisce ai piedi del cavalcavia, all'altezza del concessionario Checcacci, strisce in prossimità del cantiere dismesso. «Ma lì - si chiedono dal comitato - a che servono?».

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