Il Tirreno

Prato

Un prestanome italiano per i cinesi

Un prestanome italiano per i cinesi

Ha fatto le pratiche del permesso di soggiorno ed è stato denunciato Controlli alle confezioni, scattano i sequestri di immobili e macchinari

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PRATO. Volevano verificare il domicilio di un cinese che lo aveva indicato nelle pratiche per ottenere il permesso di soggiorno e si sono imbattuti in una confezione abusiva. Non solo: gli agenti della squadra espulsioni della Questura hanno individuato anche un prestanome italiano residente a Roma che aveva curato le pratiche per l'"emersione" del cinese dichiarando di essere il suo datore di lavoro, e lo hanno denunciato a piede libero perché il cinese ha ammesso candidamente di non averlo mai visto e di non aver mai abitato a Roma.  E' una vera e propria giungla di indirizzi veri e fasulli, datori di lavoro spesso irreperibili e generalità incerte quella in cui si muovono i poliziotti.

Il controllo in questione è stato fatto lunedì mattina in via Sornianese, una parallela della Declassata nella zona di Vergaio, ma al posto dell'abitazione hanno trovato una confezione e un dormitorio abusivo, all'interno del quale hanno identificato 7 cinesi, tutti regolari. Al piano di sopra sono stati riscontrati alcuni abusi edilizi e altri tre cinesi, di cui due clandestini e uno in fase di "emersione". Quest'ultimo risultava alle dipendenze dell'italiano residente a Roma, ma era solo una scappatoia per avere il permesso.  I controlli, insieme a personale della polizia municipale, Inail, Inps, Asl e Direzione provinciale del lavoro, sono proseguiti nel pomeriggio in due confezioni cinesi di via Cerutti, una traversa di via Bologna vicino a piazza Ciardi. Qui sono stati trovati 7 cinesi, di cui due clandestini. Nelle confezioni erano state ricavate abusivamente dieci camere per gli operai, per questo gli immobili sono stati sequestrati. I due titolari delle ditte sono stati denunciati a piede libero e complessivamente sono state sigillate 42 macchine da cucire. Nel frattempo, nelle vie limitrofe, la polizia stradale ha elevato 12 multe per contravvenzioni al Codice della strada.  La Direzione provinciale del lavoro ha disposto la sospensione dell'attività lavorativa, che del resto non avrebbe potuto andare avanti proprio per il sequestro delle due confezioni.

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