Finanza
Centro storico, così non va
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Il centro storico affollato in una delle sere dei Giovedì di luglio quando i negozi restano aperti Liniziativa questanno potrebbe saltare Pacchetto di richieste dell'Unione commercianti al sindaco Cenni
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PRATO. I commercianti si fanno i conti in tasca e il risultato non è troppo soddisfacente. Ecco quindi che scatta un pacchetto di rivendicazioni per cercare di rilanciare le attività che operano nel centro storico. Le richieste sono state presentate ieri al sindaco Roberto Cenni insieme anche la minaccia di una "serrata": niente shopping serale nei giovedì di luglio se non arriveranno "adeguati finanziamenti". Una serrata un po' singolare, perché tenere aperti i negozi le sere d'estate, in genere, dovrebbe essere interesse stesso dei commercianti. Ma tant'è. Oltre a questa richiesta nel documento sul centro storico presentato al sindaco e firmato dal direttore della Confcommercio Prato, Gianluca Niccolai, figurano la riduzione Tia, varchi elettronici, eliminazione Ztl (zona traffico limitato) e riapertura di strade e piazze "soggette a desertificazione commerciale", parcheggio gratuito per la prima ora di sosta, impegno del Comune a riportare i propri uffici dentro l'antica cerchia muraria, incentivi fiscali. La liberalizzazione delle aperture domenicali è stata accolta con favore da Confcommercio Prato, però non basta. Anche perché, causa mancati adeguamenti al costo del denaro e tagli ai contributi per manifestazioni, «il Giovedì del Cittadino nel mese di luglio non potrà essere realizzato». L'esperienza dello scorso anno, scrive Niccolai, «ha sancito l'esigenza di una scelta. Non riteniamo di sufficiente qualità ciò che possiamo mettere in campo con pochissime risorse. La serata di shopping ha ancora un futuro solo se verranno rifinanziati, e adeguati, i fondi necessari per una manifestazione degna per la nostra città. C'è l'occasione di rifondare la manifestazione? Noi ci speriamo». L'eliminazione della Ztl, con contestuale allargamento della Ztc (zona traffico controllato), per l'Unione commercianti «porterebbe benefici al centro». Sicuramente «occorre ridurla, riaprendo al traffico quelle vie e piazze che sono state soggette a desertificazione commerciale». L'Area pedonale urbana (Apu) «dovrà però essere effettiva, e non come oggi costantemente attraversata da auto». L'Unione chiede «varchi elettronici (telecamere) per il controllo degli accessi», con «divieto di parcheggio e di attraversamento in orario di apertura dei negozi». Il controllo dei varchi elettronici dovrebbe essere suddiviso in due fasce orarie: una diurna con accesso vietato a tutti e due finestre per il carico e lo scarico; una serale «con lo spegnimento dei varchi dalle 20,30 (ad esempio) alle 24». Parcheggi gratuiti per la prima ora di sosta. Il provvedimento «consentirebbe di agevolare ed incentivare chi si reca in centro per acquisti, senza facilitare soste prolungate». Per l'immediato «serve una messa in sicurezza, tramite maggiori controlli all'accesso, del parcheggio del Serraglio». L'Unione chiede anche parcheggi nelle zone sud e ovest (nelle vicinanze di via S. Trinità e Porta Pistoiese), da realizzare su aree dismesse, o come a Lucca in piccole piazze su strutture rialzate in metallo. Per incrementare i parcheggi, Confcommercio Prato propone di «sfruttare tutti gli spazi disponibili, anche sacrificando alcune aiuole comunali o giardini (lungo le mura, o, provvisoriamente, in S. Orsola)». Inoltre per i parcheggi esistenti sarebbero da modificare i permessi «per dare possibilità di sosta a tutti. Anche le piazze all'interno dell'Apu potrebbero accogliere la sosta delle auto nella sola fascia notturna». L'Unione ipotizza inoltre «di ampliare e realizzare nuove aree da destinare al parcheggio esclusivo di moto e biciclette». Si propone infine di introdurre incentivi fiscali per le attività commerciali nel centro storico. La riduzione del Cosap (canone per il suolo pubblico), dice l'Unione commercianti, «ha portato risultati», ma occorre anche «una riduzione della Tia per le attività commerciali del centro storico».
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